Venezia superiore: sconfitti ma non bocciati – Il Corsivo

Aquilani allo "Stirpe"

Doverosa premessa, consapevoli di guadagnarci le invettive di quella torma di tifosi che ragiona più di pancia che con calma, lucidità e razionalità (e quindi, scarsa obiettività). Il Venezia è oggettivamente squadra superiore, “non solo rispetto al Catanzaro, ma a tutte – o quasi – le squadre del torneo”. A dirlo è stato Alberto Aquilani in persona (LEGGI QUI), pacato e onesto come sempre. E fin qui, tutti d’accordo dovremmo essere.

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Lo diciamo tutto d’un fiato: per quanto riguarda la rete del Catanzaro, pur non avendo la riprova vista la reale impossibilità tecnica del VAR nel tirare le linee (come detto da Giovanni Stroppa LEGGI QUI), D’Alessandro pare effettivamente in posizione di fuorigioco, basti vedere la tiepida esultanza del calciatore, con lo sguardo rivolto verso il guardalinee (quasi in attesa di una bandierina alzata, come per dire “mi ha sgamato”) e la frase di mister Aquilani – raccolta dai bordocampisti – il quale avrebbe detto “se Pietro l’avesse data un attimo prima…”.

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Poi, l’ingenuità di Verrengia: il rosso c’è tutto, così come l’intervento di Antonini che causa il rigore, per quanto possa sembrare lieve il contatto, il difensore brasiliano – fino a quel momento autore di un’ottima prova – si stacca dalla marcatura su Adorante per cercare proprio Kike Perez.

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Fatte queste deduzioni sulle “dolenti note” dalle quali taluni potranno dissentire, nulla da eccepire sulla buona prova del Catanzaro, che torna dal “Penzo” battuto ma a testa alta, come a Frosinone. Ad essere sinceri stavolta la superiorità dell’avversario si è vista. Una prestazione positiva, ma “qualche spanna sotto” rispetto a quella dello “Stirpe”, in relazione alla quale è giusto recriminare, anche per ciò che riguardano le sviste arbitrali in quel caso.

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Il Venezia, invece, è storia diversa in questo torneo, che al momento vede lì davanti le quattro più accreditate al salto, da pronostici iniziali: Frosinone, Venezia, Monza e Palermo. Il Catanzaro aveva poco da perdere da queste due trasferte, affrontate per questo con leggerezza mentale e consapevolezza: le Aquile hanno dimostrato comunque di poter competere con le big, ma qualcosina manca, inutile nascondersi. Non siamo di pari livello e non è mica un problema.

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Quello in Laguna è stato un inciampo, non un naufragio. La squadra non è affatto da ritenere “bocciata”! Iemmello e compagni hanno giocato tenendo botta finché si è potuto, perlomeno in parità numerica, pur andando “in apnea”, citando Aquilani (LEGGI QUI): poi, se ad un avversario di per sé fortissimo e anche bravo ad aggredire alto, si confeziona l’episodio dell’espulsione (per cui recitare il “mea culpa”) allora giocarsela diventa impossibile.

Aquilani e Stroppa

Il Venezia – che ha detenuto l’iniziativa fin dall’inizionon ha rubato nulla e ha vinto con merito. Il Catanzaro deve rimuginare amaramente su quanto concesso poiché punito ancora dagli episodi, dagli imperdonabili errori che hanno consentito agli arancioneroverdi di passare.

Pittarello e Korac

Ingenuità e in alcuni frangenti – o meglio, in alcune zone di campo – inesperienza, associata alla scarsa vena realizzativa in avanti, dove manca la giusta cattiveria; in tal senso, si spera potrà rivelarsi importante il rientro di Di Francesco, per dare man forte (e magari consentire una boccata d’ossigeno) ai tre deputati ad offendere.

Stroppa

Domenica arriverà la Sampdoria e l’assenza degli squalificati Verrengia e Antonini (in special modo), scombinano e non poco i piani in difesa, visto che il terzetto arretrato – così com’è – è intoccabile.

Ultras Catanzaro a Venezia

E domani pomeriggio, la ripresa dei lavori al Poligiovino, con immutata serenità e un occhio al mercato, in virtù del potrebbe muoversi qualcosa in uscita, soprattutto per quanto riguarda Pandolfi.

Aquilani

 

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