D’accordo, il calcio è tutto un “dare/avere”: per dei punti persi per strada, ce ne sono degli altri che, via via, vengono “recuperati” più in là. Perché succede spesso di incappare in sconfitte immeritate, così come, viceversa, capita di ottenere un raccolto ben più cospicuo rispetto alla semina. Tutto si compensa. Vale per chiunque, vale in tutte le categorie.
Però, tra i punti “lasciati” – perlopiù nel “primo terzo” di campionato – il Catanzaro deve rammaricarsi del mezzo passo falso contro il Pescara all’andata.
Certo, ogni gara ha una storia a sé ma, senza protrarci in altre considerazioni tiepide e banali, i due “punticini” lasciati a novembre ad una compagine mediocre come quella guidata da Giorgio Gorgone, un po’ fanno mordere le mani. Peccato.
Non che il Catanzaro chissà quale mira espansionistica stia bramando, ci mancherebbe: i giallorossi, con trentotto punti (la pratica salvezza prossima ad essere aritmeticamente archiviata, intanto) per ora stanno bene dove stanno, crediamo.
Nulla di irriguardoso verso il povero Pescara, “lanciatissimo” verso la retrocessione, che ha anche provato a fare la sua partita pur schierandosi senza centravanti di ruolo, suscitando stupore (e perplessità) in molti, sviscerato dallo stesso Alberto Aquilani (LEGGI QUI).
Un avversario inconsistente con un allenatore volenteroso ma confuso, punito da un Catanzaro pragmatico che si è limitato a gestire col gomito fuori dal finestrino, dopo aver attivato il “cruise control”: il Pescara non disponeva delle frecce o della testa per riaprirla, suvvia, siamo onesti.

Vero è che, dopo una partenza segnata da una fase di studio e paziente attesa prima di colpire, Iemmello e soci avrebbero potuto chiudere la prima frazione con un vantaggio un po’ più netto (come ammesso dal mister in sala stampa LEGGI QUI) e metterla in ghiaccio prima del raddoppio di Alesi.

E a cospargere zucchero su quest’altra vittoria, la crescente cooperazione tra il capitano ed il gioiello di casa, Liberali, autore del corridoio al bacio per il tocco del 9 catanzarese.

Era importante dare continuità al successo sulla Reggiana e gettare le basi per riporre sullo scaffale il faldone con l’etichetta “salvezza”; poi ci si potrà focalizzare su altro, benché si stia già ragionando, è normale che sia così.

La posizione in classifica rilancia le ambizioni per un buon piazzamento playoff, ora che possiamo alzare lo sguardo verso un orizzonte tangibile e non troppo lontano.










