I cieli sul calcio italiano – di ogni categoria e latitudine – sono soliti farsi squarciare da fulmini, tanto da essere ormai consuetudine. Insomma, poco di cui stupirsi: il clamore ormai attiene ad altre sfere. Tuttavia, è anche comprensibile, mettiamocelo in testa.
Così, nel novero delle eventualità c’è da inserire anche la partenza di un senatore, anzi, di un mostro sacro, destinato in ogni caso a restare nella storia del Catanzaro Calcio per le vittorie e i record stabiliti.
Stefano Scognamillo non è detto che resterà un tesserato dell’US, nella stagione 2025/26. E questa è una “non-notizia”, secondo la teoria del “non si può escludere che…”.
A tentarlo, uno scenario dipinto comunque di giallorosso, colori comuni a quelli del Benevento di Oreste Vigorito il quale, frugando nel passato del Catanzaro, pare seriamente intenzionato a far suo anche l’esperto difensore nato a San Pietroburgo, che sui Tre Colli è cresciuto, si è “sgrezzato” ed è diventato – con merito – uno dei migliori difensori della Serie B.
Ciò, però, implicherebbe un “downgrade” (?) dalla B alla C. Sì, ma a che prezzo? Quello di un interessante triennale – sembrerebbe – a cifre estranee alla terza serie, come facilmente intuibile. Allora è normale rifletterci quantomeno, a trentun anni. Come biasimarlo?

Tra l’altro – elemento non di poco conto – il difensore ritroverebbe quell’Auteri avuto a Matera (esperienza condivisa con l’attuale capitano del Napoli, Giovanni Di Lorenzo, che Scogna incrocerebbe nell’amichevole del 26 luglio LEGGI QUI), oltre ad avvicinarsi ulteriormente a casa.

Ma Catanzaro è ormai casa per Scognamillo e famiglia, fin dal gennaio 2021, quando, in piena pandemia, sbarcò per lavorare agli ordini di Calabro e vivere, poi, un biennio straordinario con Vivarini e confermarsi sotto la guida di Caserta. E adesso?

Non si sa quale potrà esserci l’epilogo, sebbene Scognamillo – è opportuno ricordarlo – sia pur sempre legato contrattualmente all’US, di cui nella stagione prossima ventura diverrebbe “giocatore bandiera” (non occuperebbe nessuna casella “Over“, in sostanza, militando da almeno quattro anni con lo stesso club).

Il calciatore – beniamino della tifoseria – ci sta pensando ed è legittimo che sia così, nulla da dire. Però occorrerà capire ciò che detterà il cuore.










