Che non sarebbe stato facile, Giorgio Gorgone fondamentalmente lo ha sempre saputo; del resto, sarebbe così per chiunque, a prescindere dal subentrare e prendere una squadra che si era “fermata” a cinque minuti dalla Serie A o vivere all’ombra di un allenatore capace di un’impresa, a pochi centimetri dal sogno.
Ciò che deve far riflettere sono le indicazioni non edificanti e i pochi – pochissimi – guizzi di un Catanzaro, battuto anche a Pisa. Perdere alla “Arena Garibaldi” può starci, ma non è ammissibile reiterare determinati errori marchiani e ciò non ha a che vedere più di tanto con la condizione fisica.
I piazzati, soprattutto i calci d’angolo, si dimostrano fatali per il Catanzaro, che paga dazio ancora una volta, come accaduto a Vicenza alla prima di campionato. E come al “Menti”, le Aquile sperperano l’iniziale vantaggio. Il fatto che sia ancora Pigliacelli, per inciso, a figurare come “migliore in campo” per gli ospiti (seguiti da 332 supporters) deve far riflettere e non poco.
In sala stampa mister Gorgone è un turbinio di pensieri dopo questo 2 a 1, consapevole evidentemente di tutto. Il trainer romano, però, incoraggia i suoi: “C’è tanto rammarico, in questo gioco conta solo il risultato. Sì, il Pisa è una squadra forte, ma da par suo anche il Catanzaro! Non sono preoccupato di questo“, premette da subito.
“Piuttosto questi ragazzi non meritavano di non raccogliere niente – continua -. Occorre focalizzare bene le cose e avere la lucidità di analizzare e migliorare, perché anche stavolta ci sono stati errori che son costati caro“, dice, manifestando perplessità sul gol annullato a Mosti (“Fuorigioco? Forse di cinque centimetri”, ammette).

“Ho visto tante cose buone, soprattutto nel secondo tempo, mentre nel primo abbiamo sofferto in alcuni momenti ma ribattuto colpo su colpo – sottolinea -. Mi spiace per i ragazzi e per i tifosi, però ho visto una squadra che, se farà sempre questo tipo di partite, inizierà a raccogliere ciò che merita“.
Un Gorgone fiducioso, allora. Eppure quello “zero” alla voce “punti”, qualche preoccupazione lecita inizia a suscitarla. Inevitabile ritornare sui gol incassati, con la bandierina che si rivela ancora una volta deleteria per i giallorossi.
“Lo scorso anno, a Pescara, difendevo a zona e mi son detto che sarebbe stato meglio, forse, marcare a uomo. Vengo a Catanzaro, dove sono abituati a marcare a uomo e di questo sono contento, e poi si prende gol comunque – ironizza amaramente –. Bisogna stare più attenti, sebbene il gol sia una palla strepitosa su una deviazione ben dosata e su un saltatore forte”.
“Ovviamente è un aspetto che curavamo già – aggiunge a tal proposito – e magari sarò banale nel dire che ci focalizzeremo ancor di più sulle palle inattive“.
“Ho detto ai miei che voglio uomini che vadano oltre – annuncia Gorgone -. Serve la capacità di andare oltre e ricordarci che dalla prossima si ricomincia da zero. Ripartiamo“.












