Si intravede una luce – Il Corsivo

Mignani

Si intravede una luce, in lontananza. L’uscita c’è, basta seguire il fascio di luce fino alla sua sorgente, benché flebile, ora come ora: man mano che ci si avvicina, continuando così anche a piccoli passi, il Catanzaro può superare questa situazione, può risollevarsi dall’ultimo posto.

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La via indicata da Michele Mignani sembra quella giusta (“tra alti e bassi, speriamo più ‘alti’, che ‘bassi’!”, ha detto nel post-partita LEGGI QUI). Proprio lui, che alla vigilia aveva annunciato di non promettere nulla di specifico al momento, se non la voglia di fare la prestazione, di lottare su ogni pallone.

Trinkenhaus

Il Catanzaro domina per oltre un’ora contro il Padova e produce obiettivamente di più; ci scuserà l’ex Antonio Calabro – un piacere averlo ritrovato a bordo campo e in sala stampa – poiché di opinione diversa.

Simmaco Gomme

No, l’1-1 scritto al “Nicola Ceravolo” non è “il risultato più giusto”, come asserito da fonti biancoscudate. Una cosa però va detta: nei minuti dopo il pari di Varas, c’è stata la percezione che, se il Padova avesse continuato a premere (complice gli ingressi di Zuelli e Pompetti, determinanti), forse avrebbe anche potuto trovare la stoccata letale del sorpasso, e lì sarebbe stato decisamente ingiusto.

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Perché? Perché il Catanzaro poi è calato, soprattutto sul piano mentale: è subentrata la paura di chi è già fatto rimontare ed è finito per capitolare, nelle precedenti uscite.

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Una volta stappata la partita con il ritrovato – si spera – Dorval, i giallorossi hanno manovrato con disinvoltura, facendo un possesso di qualità e calciando tante volte, quanto non si era visto nelle altre partite!

Tassoni-Scaccia

A tratti è parso il Catanzaro bello e gagliardo che ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica, nel triennio scorso. Peccato non aver trovato il raddoppio (per imprecisione e anche un pizzico di sfortuna), senza tener conto dell’episodio in area ospite con Iemmello protagonista, nel primo tempo, che lascia più d’una perplessità in relazione a scelte opinabili da parte dell’arbitro Turrini. Ma quest’ultima considerazione non sia un alibi.

Insomma, una squadra organizzata che fa cose semplici, ma le fa bene. Sull’unica disattenzione difensiva (la sventagliata da destra, innescata da uno splendido pallone col compasso dalle retrovie del fischiatissimo ex Pompetti) la difesa si fa trovare distratta e impreparata.

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Il contraccolpo è notevole e a quel punto si percepisce della paura, tipico di chi è ultimo, psicologicamente fragile e per questo pensa “ecco, ci risiamo”. Eppure le palle-gol propendono evidentemente dalla parte degli uomini di Mignani.

Esultanza Dorval

Tutti segnali positivi, sebbene non si possano mettere “a reddito”: l’US ha bisogno di punti vitali ma continuando così, con le prestazioni, “i punti prima o poi arrivano” LEGGI QUI. Segnali fiutati già a Benevento, martedì scorso, seppur con una trama diversa da quella letta contro il Padova.

Calabro e Mignani

Certo, per Mignani l’aver ereditato una squadra ultima in B – allestita non secondo le sue indicazioni – e lavorare per condurla alla salvezza, rappresenta un’avventura inedita che si traduce in una sfida stimolante, da vincere. 

Polito e Mignani

Col 3-4-2-1 o 3-5-2 (assetto più saggio e assennato, al momento) non è ancora chiaro, ma conta relativamente, oggi: “Volevo che rialzassero la testa, intanto”, aveva detto nel giorno della sua presentazione LEGGI QUI. 

Mignani

E il Catanzaro pare lo stia facendo, pare stia pian piano risollevandosi. Ora curiamoci le ferite senza preoccuparcene troppo, anche se l’andamento è ancora barcollante: la luce si vede, è lì. Possiamo uscirne.

Mignani