È un ex giallorosso a parlare, da sponda ascolana, a pochi giorni da Catanzaro-Ascoli. In verità, però, non si tratta di un calciatore che ha cambiato casacca, come da consuetudine, bensì di una figura che, dismessa la divisa, ha stretto il nodo della cravatta e indossato la giacca, nelle vesti da direttore sportivo.
Si tratta di Matteo Patti, ds dell’Ascoli Calcio 1898 che, del Catanzaro, è stato anche capitano, in particolare nella controversa stagione 2016/17, conclusa con una salvezza raggiunta per il rotto della cuffia dalle Aquile, attraverso il salvagente playout.
Poche settimane dopo – a luglio 2017 – l’inizio dell’era Noto, al timone dell’US. L’auspicio, oggi, proprio dieci anni dopo, è che il Catanzaro, fanalino di coda della cadetteria con la Samp, possa risollevare le proprie sorti, rimettendo la barra dritta e scongiurando simili scenari.
Per farlo, intanto, occorre dare risposte concrete sabato in un “Nicola Ceravolo” parzialmente riaperto al pubblico, dal momento che la capienza dell’impianto (nel pieno dei lavori di restyling) si avvicinerà a quota 8mila posti, data la disponibilità di Tribuna Ovest e Centrale, mentre la Curva Est tornerà agli ospiti.
E chissà quanti saranno gli ascolani che, tra pochi giorni allora, scenderanno in Calabria per il match (start ore 17.15), al seguito di una squadra che sta sorprendendo (ma non più di tanto) per qualità ed estro, al punto da essere accostata, per similitudini, al Catanzaro di Vivarini e Aquilani.

Dodici punti in classifica che si traducono nell’attuale sesto posto, lasciano dedurre che i ragazzi allenati da mister Francesco Tomei dispongano delle carte per centrare un obiettivo che vada ben oltre la salvezza. Insomma, guai a trattare l’Ascoli da “matricola neopromossa”: nulla di più errato.
Uomo del sud schietto e viscerale, Patti, accomunato in questo al collega Ciro Polito (a sua volta ex Ascoli), che ha avuto modo di fare il punto della situazione in casa bianconera, tratteggiando lo stato delle cose con una nota di disappunto per la direzione arbitrale nel match pareggiato contro l’Empoli in casa.

Un pari preceduto da quello colto a Bolzano la settimana precedente; ruolino quasi da big, quindi, intervallato dall’unico inciampo, avvenuto a Padova. Di questo e altro si è parlato ai microfoni.
E nel proporre la sua analisi nell’appuntamento infrasettimanale con la stampa, Patti offre una chiave di lettura anche sul momento del Catanzaro, interpellato nel merito. Per lui, tra l’altro, non sarà certo la prima volta da ex al “Ceravolo”.

“Il Catanzaro è squadra estremamente consolidata in questa categoria, soprattutto dopo aver disputato la finale playoff – premette ai microfoni -. Pur avendo cambiato tanto, ma non tutto, rimane una squadra forte”.

Il fatto che l’US non abbia scompaginato la guida tecnica, confermando Giorgio Gorgone, può implicare una serie di variabili da non sottovalutare: “Al di là degli allenatori, resta una squadra costruita bene da un direttore sportivo che conosciamo e ha importanti competenze in categoria”, avverte, in tal senso, Patti.

“Sicuramente il Catanzaro ha una classifica che non gli appartiene – osserva –, ed è una squadra molto forte, da affrontare con la giusta attenzione”.

E prima della prossima sosta – non così lontana – parafrasando le parole del ds dei marchigiani, “Catanzaro sarà tappa importante”.











