Alla vigilia di Catanzaro-Ascoli è il momento di Giorgio Gorgone, che torna a parlare in conferenza stampa dopo la fiducia – seppur “fragile” – confermata dalla società giallorossa. Contro i marchigiani, partiti bene e ormai non più una sorpresa, inizia un trittico di impegni ravvicinati in questo fine ottobre. Sul fronte opposto, nelle ultime ore l’allenatore Tomei e il ds Patti hanno ribadito l’importanza di non sottovalutare la partita.
Gorgone è dello stesso avviso e, in apertura di conferenza, dai microfoni dell’Eye Sport Training Center di Giovino, definisce di “fondamentale” importanza l’incontro.
In prima battuta, quindi, la chiave di lettura del presente, che vede l’assenza di alcune pedine: “Pecorino e Giovane purtroppo sono out. Avevano fatto una buona partita a Verona, in un tipo di incontro che richiedeva cose diverse dal solito e che possono essere riproposte con l’Ascoli – premette l’allenatore -. La squadra percepisce il momento, ma è sempre consapevole di poter risalire la china”.
L’allenatore torna sulla partita del “Bentegodi”, riconoscendo luci e ombre dell’ultimo periodo: “Il risultato della partita di Verona aiuta a vedere il bicchiere mezzo pieno, ma nelle ultime due partite abbiamo perso qualcosa dal punto di vista della proposta – ammette il mister -. Sicuramente la condizione mentale ha influenzato i giocatori, infatti negli ultimi minuti pensavo di poterla vincere, ma quando una squadra non è tranquilla, è comprensibile avere paura di poter subire l’ennesima beffa all’ultimo. Domani, però, mi aspetto una prestazione diversa per quanto riguarda la proposta”.
Interrogato sul ruolo di Pafundi in un assetto rivisto più verso il 3-5-2, spiega: “Secondo me deve mettere qualcosa in più nella fase di non possesso. Mi è piaciuto molto il modo con cui è entrato a Verona, ma deve fare di più – osserva -. Migliorando in alcuni aspetti potrà ricoprire anche il ruolo di mezzala”.

A Catanzaro arriva una quadra in forma e Gorgone non nasconde un’alta considerazione nei riguardi dei bianconeri: “L’Ascoli è una squadra che gioca, con un’identità chiara e un gruppo storico. Dobbiamo essere tranquilli nei momenti in cui saremo costretti a subire una squadra che ha dimostrato di meritare quanto ottenuto finora”.
Durante la conferenza c’è spazio per tornare sulle parole di Ciro Polito dopo la sconfitta contro il Mantova LEGGI QUI, quando il direttore aveva dichiarato che, a suo avviso, “alcuni giocatori non stessero seguendo l’allenatore”. Gorgone ha provato a chiarire il senso di quell’uscita: “Il direttore e il presidente hanno seguito sul campo le tre settimane di allenamenti che hanno preceduto il Mantova e hanno visto che la squadra ha fatto, poi, pochissimo, rispetto al lavoro svolto nel corso delle settimane – prosegue -. Probabilmente il direttore forse intendeva dire che alcuni non hanno mostrato o compreso quanto fatto in quel periodo di lavoro durante la pausa. Nel calcio serve coraggio e io vorrei una squadra coraggiosa”.

Un passaggio eloquente, poi:“Io non crederò mai che i giocatori remino contro, anzi, penso di essere una persona molto stimata dal gruppo. Mi rendo conto di aver sbagliato qualcosa nel trasmissione di alcuni concetti, così come qualcuno, magari, avrà reso meno. Oggi la squadra non è tranquilla e le critiche verso l’allenatore e una squadra che non rende sono legittime”.
Il trainer delle Aquile chiede una prova diversa rispetto a Verona, soprattutto in uno stadio a capacità aumentata rispetto alle prime uscite: “Al di là dei ruoli e dei moduli, domani dovrà essere una partita interpretata diversamente rispetto a Verona – dice –. È vero che le partite si vincono o si perdono con gli episodi, ma davanti al nostro pubblico dobbiamo avere la forza e l’energia per provare a vincerla”.

Sulla difficoltà in difesa sulle palle inattive l’allenatore romano riflette: “I numeri lasciano poco spazio all’interpretazione – ammette –. Sulle palle ferme i valori si azzerano, perciò dobbiamo fare scelte di formazioni basate anche sulla struttura fisica dei calciatori”.

Visto il momento, è comprensibile che i tifosi possano aver manifestato dissenso, e il tecnico lo mette in conto con onestà: “Non porto mai rancore, è normale che la gente possa contestare me e rumoreggiare come sotto lo 0-3 contro il Mantova! Se ci sarà qualche fischio sarà legittimo, ma non deve inibire i giocatori – ammette -. L’aspetto più bello di questo sport è dare gioia agli altri e io, dispiaciuto, sono consapevole di aver dato tutt’altro fin qui. Ma io credo fortemente che questa stagione possa cambiare in un attimo”.

Tra i giocatori che in questo inizio di campionato si sono fatti notare di più c’è sicuramente Arditi. Interrogato su una sua possibile titolarità, Giorgio Gorgone risponde così: “Arditi mi è piaciuto per come è entrato a Verona, così come gli altri che sono entrati. È un ragazzo che meriterebbe spazio, ma devo fare delle scelte in base alle pressioni che può dare una partita, perciò talvolta può servire andare sull’usato sicuro, che non è detto sia giusto”.

In chiusura il mister pone l’attenzione sul carattere della squadra: “Non vorrei che la squadra domani abbia paura. È normale avere tensione – e precisa -. È vero che questa squadra non ha quei giocatori di ‘caciara’, hanno caratteristiche diverse con cui poter sopperire, ma sul piano caratteriale ognuno deve mettere qualcosa in più”.

Francesco Mazzoleni










