Bianco attende l’US: “Potrà cambiare allenatore, ma il sistema è ormai collaudato”

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Tre mesi esatti. Paolo Bianco ritrova il Catanzaro da avversario proprio tre mesi dopo averlo “battuto” (o meglio, aver ottenuto la promozione per via del miglior piazzamento, da regola) nella finale dei playoff.

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La notte di Monza è lì, a pochi passi, sembrerebbe. Invece no, le cose sono cambiate e anche drasticamente. Intanto, l’allenatore pugliese avrebbe auspicato per sé (e creduto, siamo sicuri) ben altro scenario, cioè restare alla guida dei brianzoli in Serie A.

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Invece – ironia del caso – ad aver fatto il salto in massima serie, anche immediatamente, è stato l’allenatore battuto, quello più giovane e – non ce ne voglia – più stimato dall’opinione pubblica per quanto di buono dimostrato: Alberto Aquilani.

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Ed ecco la sfida Pisa, quindi, per Bianco, chiamato a riportare la città della Torre in alto e a vincere la gara di domani in maniera quasi inappellabile, dato il ko del debutto, sempre alla “Arena Garibaldi” (o “Cetilar Arena”, che dir si voglia).

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Fa ancora male pensare allo 0 a 1 patito per mano dei biancoscudati, ancor più per come è maturato, figlio di una grottesca svista del portiere Confente, tra l’altro giunto in questa sessione di mercato dalla Juve Stabia. Un esordio da incubo per lui, comunque difeso a spada tratta da compagni e dallo stesso allenatore.

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Il Pisa per questo e altri motivi, domani alle 21, sarà chiamato a dare già un colpo di spugna e iniziare per davvero il proprio cammino, con l’obiettivo di “fare ciò che non è riuscito contro il Padova, in una gara che avrebbe meritato più di quanto raccolto”: si sintetizza in questi termini il pensiero di mister Bianco, alla vigilia della sfida contro il Catanzaro di Giorgio Gorgone.

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Immancabili, in prima battuta, le parole con le quali l’ex collaboratore di De Zerbi e Allegri espone una considerazione alta verso il club giallorosso: “Si tratta di una squadra forte, reduce come noi da una sconfitta alla prima”, premette il tecnico, rimuginando sulle difficoltà nel lavorare col mercato nella sua fase clou.

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Difficoltà – comuni a tutti gli addetti ai lavori – dovute alle continue “porte girevoli”, una delle quali ha portato all’ombra della Torre proprio un calciatore del Catanzaro, l’attaccante Filippo Pittarello, comunque indisponibile per la partita di domani sera, anche perché “non si è ancora mai allenato con la squadra”.

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Un Bianco irritato dall’illazione secondo cui le retrocesse dalla A godano di uno step in più rispetto alle altre, dei “vantaggi”: le sconfitte di Verona o Cremonese – battuta pesantemente anche ieri, per di più in casa – sono la dimostrazione plastica delle insidie insite nella cadetteria. Lo stesso Venezia, ad esempio, partì male lo scorso anno. Quindi il mister predica cautela e serenità: “Bisogna lavorare sulla mente di questi ragazzi”, dice in tal senso.

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L’allenatore dei pisani, che conta di trovare il miglior Petagna nel minor tempo possibile, evita di girare le carte a poche ore dalla match e dare indicazioni specifiche circa l’undici iniziale, limitandosi ad un laconico “vedremo in base a ciò che sarà giusto”, soprattutto per quel che riguarda il reparto offensivo, per cui può sfogliare la margherita.

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“Dobbiamo creare le condizioni per segnare, come abbiamo fatto contro il Padova – tiene a sottolineare il trainer nerazzurro -. Occorre essere più cinici, voglio una squadra che sappia segnare“.

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A proposito dell’avversario, non mancano gli elogi, anzi, le constatazioni di fatto: “Sì, il Catanzaro sta cambiando allenatore praticamente ogni anno, ma porta avanti un sistema collaudato, con le stesse idee di gioco e calciatori che si conoscono da tanti anni – avverte –. Ci sono molte similitudini con la squadra dell’anno scorso. A tratti ha dominato la partita scorsa, ma poi il Vicenza ha meritato. Sarà davvero una partita difficile“.

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Potranno cambiare gli uomini al timone o rivoluzionarsi l’organico allora, ma il gonfaloniere delle Aquile è sempre Pietro Iemmello, il calciatore più stimato e temuto: “È uno dei giocatori più intelligenti della categoria – afferma Bianco – lo conosco da tantissimi anni! Quando sta bene fa la differenza, la farebbe in tutte le squadre. Conosce il calcio, ha un’intelligenza superiore alla media”.

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Attenzione, tuttavia, a focalizzarsi troppo sul capitano catanzarese, sottovalutando gli altri: “Oltre a lui ci sono altri calciatori molto bravi”, avvisa l’allenatore, il quale allontana categoricamente il rischio di vedere errori che compromettano le sorti della gara”.

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