Un cammino intermittente che punta ad essere legittimato dai risultati, quello del Cesena. Non ci sono grosse analogie con quello del Catanzaro – decisamente peggiore, in quanto fanalino di coda – ma ambedue le squadre sono accomunate dal voler trovare un’identità precisa.
Il Catanzaro, con Michele Mignani al timone da pochi giorni (atteso ex al “Dino Manuzzi”, domani), qualcosa inizia a farla intravedere e trapela fiducia; il Cesena, guidato dal giovane (esordiente ma promettente) Alessandro Diamanti, dal canto suo, necessita di quei punti che possano smuovere le acque e certificare la “crescita giornaliera” invocata dal tecnico LEGGI QUI.
Dodici punti, frutto di una sequela di segni “x” e qualche ko, fotografano, al momento, una squadra lontana dalle ambizioni di una piazza che brama quantomeno una posizione playoff visto il pallottoliere di cui dispone, a cominciare da Cristian Shpendi, giusto per citarne uno “a caso”.
Dal “saturday afternoon” del “Manuzzi”, quindi, si attendono risposte, da una sponda e dall’altra, anche per presentarsi bene alla sosta, periodo che Mignani dovrà capitalizzare per conoscere al meglio il materiale a disposizione e lavorare su principi nuovi. Concetti comunque “assaggiati” col Padova, lo scorso weekend.

La seduta improntata sulla tattica ieri e la rifinitura (stamane) rigorosamente a porte chiuse, per il gruppo di mister “Alino”, proprio allo stadio: lavoro alacre, concentrazione e nessuna parola per non aggiungere nulla allo spartito impostato dall’ex Nazionale, che da calciatore ha saputo farsi apprezzare – eccome – specie per quel delizioso mancino con cui era solito disegnare parabole strepitose.
Il Cavalluccio ha avuto bisogno di “ritirarsi” tra le mura amiche, nelle ore precedenti alla sfida, alla quale – ricordiamo – non potranno assistere i residenti in Calabria e provincia di Firenze.

Incanalare la rabbia per non aver fatto risultato pieno a Bolzano, traducendola in energia positiva per trovare continuità, dare finalmente un “nome” a questo campionato, andare oltre una “insipida” metà classifica.
Che sia 4-3-3 o 4-2-3-1, contro le Aquile i bianconeri faranno affidamento ovviamente su Shpendi, principale bocca di fuoco che al momento guida la classifica marcatori della Serie B con ben otto centri.

Un sospiro di sollievo, se si considera che il 23enne centravanti albanese era uscito malconcio dal “Druso”: pericolo rientrato, nulla che possa precluderne l’utilizzo contro l’US, domani, dalle 15.

Poco o altro da segnalare per ciò che riguarda il potenziale undici romagnolo, con l’ex giallorosso Pagano in cabina di regia e l’altro ex, D’Andrea, pronto a subentrare. Assente, ancora, Schirone (causa pubalgia), oltre al lungodegente Klinsmann. Per il resto, quindi, tutti a disposizione.

Sullo sfondo, tuttavia, la risoluzione tra il club ed il direttore generale Corrado Di Taranto LEGGI QUI dopo oltre due anni, ha spiazzato un po’ tutti, nella serata di ieri. Motivi personali, alla base della scelta, con la consapevolezza di un ciclo concluso, stando alle parole del dg.

Ma al di là della cornice – e, per carità, questioni non marginali – il Cesena ha un unico, principale, obiettivo: la vittoria. “Abbiamo trascorso una buona settimana, mirata ai miglioramenti e al non voler concedere in partita – premette Diamanti, nella consueta conferenza stampa della vigilia -. Dobbiamo essere ‘duri a morire’, sempre”.

“Sarebbe un grandissimo errore pensare di essere favoriti, perché il Catanzaro è squadra forte e da rispettare e non mi importa la classifica“, avverte il trainer toscano, pensando all’avversario.

“Ha un blocco di giocatori che si è fermato a cinque minuti dalla Serie A nella scorsa stagione – aggiunge –, con un allenatore bravo. Quindi sarà una partita difficilissima da affrontare al cento per cento, con grande spirito e voglia di fare la prestazione”.

“Il Catanzaro sembrerebbe in difficoltà a giudicare la classifica, ma non lo è – conclude Diamanti -. Non conosco personalmente Mignani, ma ha sempre fatto bene. Voglio che i ragazzi facciano la prestazione migliore della loro vita, come sempre, perché arriverà una squadra col coltello tra i denti”.








