Troppo poco per trasferire concetti e dettami – se ne riparlerà, meglio, durante la sosta -; quanto basta per far presa sulla psiche di questo gruppo, anzi, sul morale. “Impresa” non riuscita a Giorgio Gorgone, suo malgrado.
Ingiusto persistere nel fare allusioni al predecessore di Michele Mignani, però, indubbiamente, c’è un “prima” e un “dopo” ed è emerso nelle incoraggianti risposte fornite parzialmente a Benevento e con più decisione contro il Padova.
Certo, il “malato” deve ancora guarire. Lo stesso ds Ciro Polito – rispondendo ad una nostra precisa domanda – aveva avvisato: “La guarigione può avvenire da un momento all’altro. Con una vittoria si riprenderebbe ciò che avevamo lasciato” LEGGI QUI.
Al Catanzaro servono punti, perché il pensare “tanto siamo ancora a novembre” può essere il più grande degli equivoci: senza ansie o frenesie – ci mancherebbe – i giallorossi devono marciare con la consapevolezza dello scorrere del tempo, mentre un’altra trasferta – non facile, come tutte – si scorge all’orizzonte.
Mignani, quindi, non ha avuto modo di lavorare su idee tattiche come vorrebbe, giocoforza, ma qualcosa ha “smosso” nello spirito di un gruppo che ben si è disimpegnato al cospetto del Padova, avversario contro il quale avrebbe senza dubbio meritato di raccogliere di più.

Non è arrivata la vittoria, ma i segnali sono edificanti: il Catanzaro è vivo, il Catanzaro può uscirne. Tappa obbligatoria il “Dino Manuzzi” (“Orogel Stadium”, pardon) di Cesena, dove l’US sarà ospite sabato pomeriggio, con un Samuel Giovane in più, mentre per Mignani stesso avrà un sapore particolare tornare nello stadio che lo aveva visto condottiero fino a poco tempo fa.
Se il centrocampista è da ritenere abile e arruolabile, riscontri positivi si auspicano invece da Emanuele Pecorino, il cui percorso di recupero viene monitorato, passo passo, all’Eye Training Sport Center, in questi giorni.

Non è remota la possibilità di ritrovare l’attaccante catanese già a Cesena, seppur non al top: in tal senso trapela ottimismo, poi sarà il mister a valutare.

Come il Catanzaro, anche il Cesena ha raccolto meno di quanto prodotto, nell’ultimo turno. L’1-1 di Bolzano – in luce l’ex giallorosso Rispoli, nel Sudtirol, con una rete strepitosa – ha lasciato quel pizzico d’amarezza nei romagnoli, che si traduce nelle riflessioni di Alessandro Diamanti.

Viscerale e schietto da calciatore (oltre ad essere un talento sopraffino), stessa cosa da allenatore, mister “Alino”, che pretende “progressi giornalieri”, parafrasando le dichiarazioni rilasciate nel post-gara del “Druso”.

Cammino fin qui intermittente per il Cesena. Il successo con l’Empoli, nella gara infrasettimanale di martedì scorso, aveva interrotto una striscia costellata da pareggi (oltre a due ko) che ha caratterizzato questa prima parte di campionato.

I dodici punti fin qui raggranellati disegnano un’insapore metà classifica, senza infamia e senza lode. “Ora bisogna alzare il livello fisico, in tutti”, ha avvertito Diamanti.

Il trainer toscano sprona i suoi, perché a sua volta ha bisogno di capire “cosa sia” questo Cesena. Per dedurlo, quindi, massima attenzione nei confronti di un Catanzaro che intende legittimare il proprio percorso di crescita.









