Costantino Favasuli si presenta ai microfoni, dopo l’1-3 sul Mantova, con l’aria quasi “disorientata”, di chi ancora non realizza la gioia e il contesto nel quale si trova: il ragazzo svezzato alla Primavera della Fiorentina – di Alberto Aquilani – si è affermato da subito come elemento fondamentale di questo Catanzaro.
Uno dei migliori nei momenti difficili, autentico trascinatore ora che le cose sembra abbiano preso una piega diversa, la svolta attesa. Il talentuoso esterno calabrese doc, nel postpartita, offre la sua chiave di lettura, anche in qualità di “man of the match”, a prescindere dal punto esclamativo siglato all’80’.
“Abbiamo fatto una bella partita. Nel primo tempo siamo partiti un po’ fiacchi ma ci siamo ripresi alla grande – ammette -, nella seconda frazione siamo rientrati alla grande. Ci tenevo, da calabrese sento tanto la maglia, sento di rappresentare la mia terra. Devo dare tutto per i tifosi e son felice della prestazione”.
“Domenica ci sarà una partita ancor più importante, ci aspetta un avversario tosto”, aggiunge, saggiamente, il numero 27 confessando di fare “entrambe le fasi al massimo, perché serve difendere bene ma anche attaccare con qualità”: “L’obiettivo è far sempre meglio”, dice.
“Io sono felice di essere qui, a Catanzaro, non penso al futuro – sostiene -. Darò il massimo in campo, mi sento a casa”.

E sul rapporto con Aquilani, infine: “Conosco il mister da quattro anni. Per me è stato un padre calcistico perché mi ha fatto crescere – conclude -. Sono venuto a Catanzaro anche per seguire lui e credo abbia un gran futuro da allenatore, perché è una persona incredibile”.









