L’avere Filippo Inzaghi in panchina, già equivale a “mezza promozione”. Avranno ragionato secondo questa teoria (confermata dai fatti, visto la storia recente) gli emissari del City Group.
Sì, perché colui che è stato bandiera del Milan e della Nazionale, da allenatore sta dimostrando di aver individuato la sua dimensione nei piani alti della Serie B, al fine di “riabilitarsi” e rilanciarsi verso la massima serie in seguito ad esperienze meno fortunate, negli anni passati.
Palermo, allora, l’occasione per scrivere una storia nuova, dopo il capolavoro realizzato a Pisa. L’avvio di stagione per i rosanero – indicati come la squadra da battere, da addetti ai lavori e calciofili – qualche “colpo di tosse”, l’ha avuto pure, visti i quattro pareggi in otto gare (con squadre di primissimo piano, sia ben chiaro).
Vero è che la cadetteria, storicamente, non è proprio “una passeggiata di salute”, ma è irta di ostacoli. Però il Palermo è lì, dove dev’essere: a competere per il salto in A, insieme ad altre agguerrite pretendenti, a quota sedici punti in classifica, a due lunghezze dal Modena, attuale capolista, che al “Berbera” avrebbe forse meritato qualcosa in più, onestamente.
Per tentare l’aggancio – e il sorpasso – i siculi dovranno espugnare Catanzaro, approfittando del momento difficilissimo in casa US, soprattutto per il tecnico Alberto Aquilani, verso il quale la fiducia è stata rinnovata per bocca del ds Polito (LEGGI QUI), ma pur sempre precaria qualora non dovessero giungere le auspicate risposte dal campo.


Pippo Inzaghi, però, non intende minimamente sottovalutare un Catanzaro in crisi, tenendo alta la concentrazione: “È la tipica partita dura della B. Scordiamoci dei problemi del Catanzaro – avverte alla vigilia -. Si tratta di una squadra che ha uomini e principi dello scorso anno, che pressa bene e ha, secondo me, un bravissimo allenatore”.

Ecco, sfida nella sfida al “Nicola Ceravolo”, tra due vecchi amici: “Aquilani è un mio ex compagno, mi farà molto piacere ritrovarlo e sfidarlo – dice, a tal proposito, il mister –. Come sempre servirà il miglior Palermo, le cose dipenderanno da noi. Sono sicuro però che la squadra farà una grande gara”.

Guai a “fidarsi” della condizione non facile dei giallorossi: “Per me questo è l’avversario più complicato che potessimo affrontare! Sì, ha avuto qualche problema ma ha grandi valori – puntualizza Inzaghi -. Con Iemmello, Pigliacelli, Petriccione, Brighenti, Antonini e tanti della scorsa stagione, in un attimo possono ritrovare tutte le certezze che, magari, in questo momento possono aver smarrito”.

“Certo, ci sentiamo forti – aggiunge – ma sarà una partita molto difficile, speriamo di esserne all’altezza”. Palermo che, anche stavolta, si presenterà all’ex “Militare” orfano dei sostenitori dalla Sicilia (aspetto che ha generato anche il rammarico del Prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa LEGGI QUI).

“Ci dispiace non avere i tifosi dalla Sicilia – conclude –, sappiamo cosa avrebbero potuto darci nel sostegno, quindi speriamo di regalare loro i tre punti”.

(Foto in primo piano: Andrea Rosito)








