La constatazione del “poco” – Il Corsivo

Gorgona

Il rischio d’aver giocato a dadi con la sorte c’è tutto. Il rischio di aver sottovalutato ciò che sarebbe potuto accadere e – possiamo dirlo – si sta intravedendo.

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L’avvio di questo “nuovo corso” dell’US Catanzaro ha mandato un messaggio forte e chiaro, che era facilmente intuibile, perché la Serie B in particolare lo insegna da sempre: mai dare nulla per scontato, perché non sempre le cose vanno secondo gli auspici, secondo i piani.

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Perché – lo abbiamo scritto, detto e lo ribadiamo – il terreno perso è arduo da recuperare e ciò risuona ancor più da allarme ora che si sta assistendo al peggiore inizio di campionato dal 2016/2017, l’ultimo anno della gestione Cosentino, culminato col playout di Vibo.

Simmaco Gomme

Certo, si è partiti a corrente alternata due anni fa e si è ripetuto la scorsa stagione; però, almeno, si raccoglievano quei pareggi che muovevano la classifica, alimentavano il morale e spianavano il terreno alla risalita che si sarebbe materializzata .

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Non vuol dire che sia “scientifico”, che accadrà “da prassi”. Allora è giusto “alzare le antenne, tutti quanti”, come ripete Giorgio Gorgone da settimane: ecco, il mister ha la sua fetta di responsabilità, ma le responsabilità sono da ricondurre e ricollocare in ordine piramidale.

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Era comprensibile da subito cedere i pezzi pregiati, era normale che Cisse, Liberali e Favasuli spiccassero il volo verso altri lidi. Nulla da eccepire, anzi, tanto di cappello per l’aver fiutato operazioni che hanno dato i loro frutti. 

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Stesso discorso per gli “Over” Pontisso e Pittarello, da cui si è ricavato altro fieno in cascina, rimpolpando le casse del club. Giusto.

Tassoni-Scaccia

Però era opportuno – anzi, doverososostituirli adeguatamente e soprattutto con le giuste tempistiche; tempistiche battezzate male, che hanno, tra l’altro, portato a svolgere un ritiro pre-campionato con calciatori poi andati via, rimpiazzati da altri indietro atleticamente. Un lavoro di cui è rimasto poco, quindi. E l’allenatore non ha colpe, su questo piano.

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Il direttore sportivo, di riflesso, fa quello che può con le risorse che ha: l’appunto, semmai, sta nell’aver virato su calciatori giovani e inesperti per la categoria, “scommesse” che non è detto sboccino – sebbene questo sia l’augurio che facciamo tutti – e altri reduci da annate non esaltanti, oltre a incasellare una sfilza di elementi per la trequarti e non un difensore che potesse fungere da leader del reparto, viste anche le prestazioni incolore di Antonini, rimasto “solo” dopo le partenze dei vari Scognamillo prima, poi Cassandro e Brighenti. 

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La sconfitta di Marassi consegna l’amara constatazione del “poco” e questo aspetto dev’essere sviscerato tutto e scandagliato in questo periodo di sosta, anzi, di vero e proprio “ritiro”, durante il quale Gorgone avrà modo di conoscere meglio chi è arrivato in chiusura di mercato e – perché no – studiare alternative di natura tattica.

Iemmello

L’importante è guardarsi negli occhi dopo essersi guardati dentro, parlati, con serenità, per trovare la propria identità. Perché lo stesso allenatore, evidentemente, ha la responsabilità di non essere riuscito ancora a comunicare, a trasmettere quella grinta da tradurre in campo

Il campo sì: poi là deve scattare qualcosa nei calciatori, i quali hanno il dovere di metterci amor proprio, entusiasmo, al di là di questioni tecniche. Ma alcuni, tra quelli arrivati da poco, forse sono ignari del contesto nel quale si trovano, della maglia che indossano. 

Gorgone

Ecco, quando si palesano lacune – ed evitiamo di soffermarci sugli orrori difensivi di queste uscite – occorre aggrapparsi alla volontà d’animo, mettere il cuore e non avere un atteggiamento remissivo e compassato, come contro la Sampdoria, contro la quale si è cestinato il vantaggio (e la superiorità numerica) quando era il momento di colpire.

Esultanza

La sosta si è aperta con la presenza di Floriano Noto. Il presidente ha fatto capolino all’Eye Sport Training Center alla ripresa dei lavori, come segnale di supporto nei confronti della squadra e del tecnico, al quale è stata rinnovata piena fiducia, sia pur non “illimitata”: servono risposte, servono i punti. 

Polito e Floriano Noto

Serve rialzare la testa e ritrovare lo spirito da Catanzaro.

Ultras al Ferraris