Erano stati spesi elogi, auspici e frasi di fierezza. Perché il passaggio di Alphadjo Cisse all’AC Milan (dopo esser stato vicinissimo ad un altro top club europeo come il PSV Eindhoven), rappresenta un punto d’approdo anche per il Catanzaro Calcio, che è riuscito a valorizzare e lanciare un altro talento.
Meriti e plauso, primariamente, al lavoro lodevole di Alberto Aquilani, bravo a dare un’opportunità al ragazzo giunto in estate al Catanzaro dall’Hellas Verona, con la formula del prestito.
Talent scout, allenatore e anche “papà”, il tecnico dell’US appena una settimana fa esprimeva pubblicamente la propria felicità per il traguardo raggiunto dal ragazzo, prossimo sposo di una delle società più titolate al mondo, della quale lui stesso ha fatto parte da calciatore.
Non solo: come espresso da Ciro Polito qualche giorno prima, l’aver trattenuto il ragazzo fino alla scadenza naturale del prestito, a fine stagione, rappresentava di per sé “un acquisto” importante nella sessione di mercato invernale.
Ironia di un fato malevolo, però, il “disagio” temuto si è tramutato in realtà, ma nella peggiore delle ipotesi: Cisse alza bandiera bianca nel corso di Catanzaro-Reggiana ed è costretto a lasciare il campo già nel primo tempo.

L’esito degli accertamenti, qualche ora dopo, è impietoso: lesione di secondo grado all’adduttore. Tradotto, non meno di un mese e mezzo di stop. O meglio, questa era l’ipotesi, che sembrava di per sé funesta.

Sì perché, stando a quanto trapelato in serata, lo scenario sarebbe anche peggiore: per Cisse, giunto a Milano per ulteriori esami, pare si renda necessario l’intervento chirurgico.

Peggio del previsto, insomma: in sostanza, la stagione rischia di essere concretamente finita per il talento azzurrino. E i tifosi delle Aquile, potrebbero non vederlo indossare i colori giallorossi.










