Una gara vinta col machete, non tirando di fioretto. E a noi “che dobbiamo prima salvarci, poi, da marzo/aprile si potrà ragionare su altro” (Aquilani docet LEGGI QUI), importa questo, senza andare troppo per il sottile.
E ciò che davvero conforta è vedere un Catanzaro maturo, saggio, accorto, anche pronto a serrare i ranghi, con ordine e disciplina. Dov’è scritto che ciò è sbagliato? Potrà essere “antiestetico”, potrà non portare brio e calcio sopraffino, ma la squadra di Alberto Aquilani ha sempre avuto il pallino contro l’Avellino, detenendo l’iniziativa, mantenendo inviolata la porta, dettaglio non secondario.
Forse si sarà prodotto poco in termini di palle-gol o si sarà palleggiato al piccolo trotto senza aumentare i giri in alcuni frangenti (come lo stesso tecnico ha dichiarato a caldo, spontaneamente LEGGI QUI), ma va bene così. Vittoria doveva essere e vittoria è stata. La terza consecutiva.
Annotazione positiva, per giunta, il fatto che si sia familiarizzato anche col 3-4-2-1 oltre al (più rodato) 3-5-2, data la versatilità di Cisse e Iemmello i quali – con i propri movimenti da tergicristalli tra le linee – hanno consentito l’inserimento di uno stantuffo offensivo come Pittarello, premiato con la titolarità dopo il gol-partita di Modena.
Cisse e Iemmello pronti a sgroppare sulla trequarti, con l’enfant prodige di proprietà del Verona libero di allargarsi a sinistra e accentrarsi (il gol ne è una prova); Pittarello “pivot”, centravanti di riferimento attorno al quale orbitare.


Ecco, a proposito di questa combinazione piuttosto desueta, fin qui, il tecnico aveva avuto modo di soffermarsi ai microfoni: “Per far sì che possano coesistere Cisse, Iemmello e Pittarello, occorre un certo equilibrio, migliorare nella gestione della palla e avere distanze più corte” (LEGGI QUI).

Sì, distanze corte tra i reparti e, inevitabilmente, una propensione al sacrificio che non deve mai mancare, in fase di contenimento. Fattore che ancora stenta a decollare, la corsia sinistra, sulla quale riteniamo convoglieranno i pensieri nel momento in cui aprirà il mercato, tra poche spanne.

Pochissimi giorni per assimilare il successo sugli irpini, perché all’orizzonte sbucano i Galletti, che ospiteranno le Aquile al “San Nicola”: la prima volta, contro l’ex Vivarini.









