Non è fondamentalmente mai decollato Luca Pandolfi a Catanzaro. Eppure, dalle stanze di via Gioacchino da Fiore erano arrivate smentite circa la volontà di mettere sul mercato l’ex attaccante del Cittadella.
Tant’è che pare sia stato Pandolfi stesso a chiedere di essere ceduto e guardarsi intorno, spingendo il suo entourage a sondare vari terreni, tra C e cadetteria.
La ragione è facilmente intuibile: il desiderio di avere spazio, di sentirsi al centro di un progetto, com’è legittimo che sia, ancor più per un calciatore prossimo a compiere ventotto anni e quindi non più giovanissimo.
La non convocazione per Venezia – motivi di salute, diceva mister Aquilani, interpellato nel merito – poi le apparizioni con Sampdoria e Sudtirol al “Druso”, sabato scorso. Ora, dunque, la cessione, che sostanzialmente stupisce poco.
Nel corso delle settimane Pandolfi è stato accostato a più riprese a Bari, Empoli e – soprattutto nelle ultime ore – al Mantova. A spuntarla, alla fine, l’Avellino (con cui l’ex Biasci ha siglato una splendida tripletta sabato scorso, per la cronaca).
“US Catanzaro 1929 comunica di aver ceduto, a titolo definitivo, le prestazioni sportive dell’attaccante Luca Pandolfi all’US Avellino 1912″, scrive il club giallorosso.

“La società ringrazia Pandolfi per l’impegno profuso in questi mesi augurandogli le migliori fortune professionali”, conclude il comunicato.

Nulla da fare, invece per Ettore Gliozzi. La suggestione che, via via, col passare delle ore, era divenuta ipotesi concreta per l’attacco, si è arenata poco prima del gong.









