Quando si dice “la fama lo precede”. E si sta costruendo una reputazione niente male, Fabio Rispoli, tanto avere, ad oggi, l’aurea del predestinato.
E lo dice Cesc Fabregas che lo ha “raccolto” poco più che ragazzino in Primavera e lo ha lanciato tra i grandi, mica un tizio qualunque!
Il Como, l’esperienza alla Virtus Verona per farsi le ossa tra i “Pro” e il rientro alla casa madre, dove ha rinnovato il proprio contratto, a dimostrazione di quanto un club ambizioso (e ricco) voglia puntare su di lui, per il futuro (LEGGI QUI).
Ma prima della consacrazione, il passaggio a Catanzaro, che può fungere da definitivo trampolino di lancio per il talentuoso azzurrino, classe 2006.
Proprio con la maglia della Nazionale Under 19, a marzo, Rispoli aveva già respirato l’aria del “Ceravolo” (a parte un’insolita nebbia LE FOTO).

“Subentrando all’esonerato Longo, in prima squadra, mister Fabregas mi ha voluto fin da subito con sé, dopo quei tre/quattro mesi di lavoro insieme, in Primavera – racconta il ragazzo, ai canali dell’US Catanzaro -. Dal primo giorno mi aveva illustrato gli obiettivi che avrei dovuto centrare e mi pare che finora si sia avverato tutto“.

Un calciatore bravo coi piedi e con la mente, si direbbe: “Preferisco agire da mediano, ma a centrocampo posso ricoprire tutti i ruoli, mi adatto in base a ciò che chiede l’allenatore – osserva il giocatore di proprietà del Como -. Alla Virtus Verona ho giocato quasi sempre da trequartista, però”.

L’accoglienza in Trentino, quindi, prima di (ri)scendere in Calabria e calarsi in una realtà nuova per lui: “Catanzaro è un passo importante! Mi son trovato bene con i compagni dal primo momento – dice Rispoli -. Tra l’altro le idee di mister Aquilani ripercorrono quelle di Fabregas, ed è perfetto per me”.

Infine, un auspicio sentito: “Voglio giocare il più possibile e non vedo l’ora di farlo davanti alla tifoseria”, conclude.








