Fabio Rispoli, “fuoco d’artificio” | Il Personaggio

Rispoli

Dicono “Estate ed infradito, e che sono sparito

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E’ la leggenda del 31, tipo fine, fuochi d’artificio – Mecna 31-07.

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“Estate ed infradito” incalza pienamente il paradigma della giornata tipo di un ragazzo poco più che maggiorenne, che nel periodo più caldo dell’anno, trascorre la stagione estiva accompagnato da quel paio di infradito che all’occorrenza ricoprirà la tradizionale funzione di scarpa, oppure utilizzate come base delle porte di gioco nei tornei di beach soccer organizzati tra amici.

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Si sa, questa è l’età in cui circa il 90% dei ragazzi che presto o tardi si appresteranno a diventare uomini, sognano di essere celebrati come star, meglio noti come idoli moderni, calciatori insomma. Quante volte vi sarà capitato di urlare “non sei mica Messi”, “smettila di imitare Maradona, non fa per te” o, ancora “emulare l’esultanza di Cristiano Ronaldo non ti farà diventare come lui”. Ecco, ora che siete ben calati nella parte, è possibile ammettere che non tutti quelli con cui avete avuto il piacere di dare “due calci” al pallone hanno realizzato il proprio sogno di diventare beniamini delle folle, ma, magari qualcuno sì.

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E sapete perché? Molto semplice, probabilmente questo tipo di attività l’avrà praticata molto meno rispetto ad altri e non perché sia meno dotato di questi ultimi, più semplicemente perché il ragazzo da cui è partita la vostra immaginazione, oltre che il tuffo nelle vicende passate e nella reminiscenza della vostra infanzia è già ben saldo nei suoi ideali di professionista e nei valori di calciatore in cui crede.

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Ombrelloni aperti – ombrelloni chiusi, pavimenti – granite gelate gelano i denti – telefonate chilometriche con chi non senti. Avrà avuto il telefono bollente nelle ultime settimane il suo agente, anche da chi magari lo seguiva da tempo. L’astro nascente del classe 2006 Fabio Rispoli è noto agli addetti ai lavori da diverso tempo, perlopiù al direttore sportivo del Catanzaro, Ciro Polito che, coadiuvato da una scrupolosa attenzione posta alla vista del mister Alberto Aquilani, non ha tentennato neppure una frazione di secondo nel chiedere e ottenere il prestito del talentuoso centrocampista scuola Como.

Una stagione in prestito tra i pro, alla Virtus Verona, in cui ha dato prova ai segnali abbaglianti intravisti del suo talento, conditi da ben quattro reti messe a referto e due assist serviti ai compagni, racchiusi in trentaquattro gettoni stagionali, numeri da centrocampista dai piedi d’oro.

Fabregas

Avevo letto: “Mai”, e invece è adesso. “Adesso è il momento”. Quante volte se lo sarà sentito ripetere e risuonare nella testa questa espressione, purché sempre accompagnata da motivazioni elevate e impegnative. Ad esempio, vi sembra poco esordire in Serie B nell’anno della cavalcata che portò in massima serie i ragazzi di Cesc Fabregas? Non solo. L’allenatore spagnolo rimase folgorato dalle prestazioni e dal talento del giovane Fabio che decise, ben presto di aggregarlo alla prima squadra, garantendogli anche la possibilità di ottenere due presenze ufficiali contro Spezia e Pisa.

Fabregas

Solite cose, solite facce, le complicanze – disegnate a mano le mancanze. Esatto, avete ben capito. Da centrocampista qual è, spetta a lui l’arduo compito di disegnare le traiettorie e le mancanze coprire in quella zona di campo in cui ogni singolo errore è da matita rossa.  Rispoli, dunque, è una mezzala ma all’occorrenza duttile da divenire play davanti alla difesa. Dotato di un’eccellente tecnica di base, soprattutto nella gestione della palla sotto pressione. Quel metro e settanta d’altezza e quelle movenze in campo, abili nel ricordare il primo Marco Verratti visto a Pescara.

Rispoli

Solitamente sono io, oggi sembro gigante. Ci piacerebbe sapere come si è sentito nel momento in cui un guru del centrocampo dello scorso decennio, per l’appunto il suo ex allenatore Fabregas ha dichiarato: “Fabio ha un talento enorme e ha tutte le carte in regola per giocare in Serie B”. Un gigante, dunque. Un gigante del calcio che incorona un ragazzo che non fa dell’altezza la sua miglior qualità, ma che si sarà sentito gigante nell’udire certe “incoronazioni”. Concreto passaggio di testimone da parte di uno che tagliava le difese avversarie con i suoi passaggi verticali.

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E sto benissimo, se chiedi. Alla chiamata di un altro ex grande calciatore si sarà sentito benissimo il ragazzo che il 28 settembre compirà diciannove anni. L’Under 19 azzurra decide di aggregarlo al gruppo di qualificazione all’Europeo di categoria, sfumato solo nella fase Elite. Lo scorso marzo, poi, la “prima” al “Ceravolo”, sia pur con la maglia della Nazionale guidata dal ct Alberto Bollini.

Ct Bollini

Il talento è di famiglia in casa Rispoli, data anche il legame molto stretto con il fratello della mamma, lo zio Giuseppe Greco, anch’egli ex calciatore militante in squadre prestigiose del calibro di Genoa, Bari, Chievo Verona e Cesena.

Tifosi Como

Abbracciato dalle stelle col sole in tele. Il rinnovo di contratto da parte del club lariano, così da monitorare cautamente la crescita del proprio gioiellino e il conseguente trasferimento alla corte di un altro ex centrocampista del passato, nonché Alberto Aquilani, permettono di sognare in grande. Uno spezzone di gara nell’ultima amichevole disputata dai giallorossi contro la Social Football Academy. Sessantacinque minuti di rodaggio e benzina nelle gambe contro un avversario di modesto valore, prima di avventurarsi nell’affascinante sfida di sabato prossimo contro il Napoli, campione d’Italia, di Antonio Conte.

Aquilani ritiro

L’opportunità di misurarsi con i migliori centrocampisti al mondo, tra cui il neo arrivato Kevin De Bruyne permetterà al ragazzo nato e cresciuto in provincia di Milano, di “sgrezzare” il proprio diamante osservando le gesta dei più grandi o, magari, cercando di assimilare concetti e consigli dei suoi compagni di reparto, su tutti Pompetti e Pontisso.

Allenamento al Poligiovino

Rileggo, ma poi mi rigiro e mi riaddormento. Non ci è dato sapere quanto si sarà rigirato nel letto Fabio bambino nel riuscire a fantasticare una precoce scalata nel “mondo dei grandi”, ma su un aspetto possiamo esserne certi: il piccolo di casa Rispoli avrà sicuramente giocato meglio degli altri in spiaggia con gli amici, più semplicemente perché non ne ha avuto la possibilità. La motivazione? Si trova a Pinzolo-Spiazzo dopo aver raggiunto la sede del ritiro del Catanzaro, esattamente come un anno prima con la Virtus Verona e la stagione precedente nelle giovanili del Como.

Rispoli

Il ciclo vitale di una stella può variare da pochi milioni di anni a centinaia di miliardi, quindi aspettiamoci che la stella di Fabio Rispoli possa esplodere. Perché sì, esploderà. D’altronde con le stelle è così, vanno sapute attendere e non è detto siano abbastanza visibili all’occhio umano; alcune addirittura sono cadenti e non si fa neppure tempo a catturarle, altre, invece, sono stelle comete e risplendono di bagliori propri anche a distanze di anni luce.

Nazionale Under 19

Come l’astro nascente del giovane gioiellino milanese che sarà certamente lontano da casa e dai suoi affetti più importanti ma, esattamente come risuonava nel testo di Mecna, in quell’estate 2011, quando Fabio aveva solo cinque anni e rincorreva le orme dei suoi idoli: “Bagagli enormi e auto piene, bye bye – Dicono: “Tutto esaurito”. Esatto, tutto esaurito come il credito e la voglia che avrà un ragazzo poco più che maggiorenne di affermarsi e, perché no, di rompere gli indugi delle “famose” porte costruite con gli infradito.

Per uno che ha i piedi buoni e quindi, probabilmente, potrà scendere in campo anche in ciabatte.

 

 

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