Il “traghettatore” di sé stesso? – Il Corsivo

Gorgone

È alquanto bizzarro ciò che si sta verificando in casa Catanzaro. Giorgio Gorgone continuerà ad essere il tecnico? Ad oggi, lunedì 19 ottobre – e in mancanza di comunicazioni contrarie – così sembrerebbe. Con il pareggio di Verona – “rondine” che di certo “non fa primavera”, soprattutto per come è arrivato – Gorgone pare “si sia garantito” un’altra settimana da allenatore dell’US.

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Al tecnico romano – persona umile e perbene, non smetteremo mai di riconoscerlo – la tiepida “fiducia ad interim”, già confermata nel post-Mantova, pare sia stata prorogata, almeno fino al prossimo match. Come in quei videogiochi nei quali, superando un “livello”, si passa al successivo, e così via.

Trinkenhaus

Si trova in questa sorta di limbo, Gorgone, che arrivava al “Marcantonio Bentegodi” con l’ombra incombente di Andrea Sottil – ancora alla finestra – sedendosi su una panchina come fosse esautorato a prescindere.

Simmaco Gomme

Il Catanzaro ospiterà l’Ascoli sabato e poi andrà a Benevento dopo poche ore: sarà questa doppietta ravvicinata di impegni a scandire l’ultima chiamata?! Come se fosse il “traghettatore” di sé stesso, l’ex trainer del Pescara, che non avrà disfatto la valigia, a questo punto, sul sicuro.

Criniti group

A Verona il Catanzaro ci ha messo la dignità e l’orgoglio, cogliendo un punticino che, nonostante l’ultimo posto (condiviso con quella Samp che ci ha battuto), perlomeno aiuta a vivere meglio la settimana.

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Quanto alle note della partita di venerdì, il Verona ha dominato dall’inizio, prevaricando nelle percentuali di possesso, ingresso nell’area avversaria e calci d’angolo; i giallorossi, però, “ringraziando” i butei per l’imprecisione nei sedici metri, hanno dimostrato di “saper soffrire” insieme, restare coesi, con le unghie e i denti. Ed evitiamo, per ora, di soffermarci sull’ennesima amnesia difensiva, da cui è scaturito il quinto gol da corner.

Tassoni-Scaccia

La squadra, stavolta, non aveva più “attenuanti”: con un allenatore in bilico, i calciatori dovevano rispondere in prima persona. E la risposta, sebbene parziale, è arrivata, sul piano dello spirito, contro il dominio degli uomini di Baroni, calati dopo il 70′: l’ingresso di Pafundi, Arditi e Alesi, poi, ha alzato l’asticella dell’intensità per gli ospiti.

Se dovessimo badare all’ambito strettamente tecnico, tuttavia, indicazioni esplicite non ne sono giunte: ancora non riusciamo a capire cosa voglia essere questo Catanzaro.

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Non è semplice codificare il reale valore di questa squadra, indipendentemente dal disporsi in campo col 3-4-2-1 o con un (più saggio e ravveduto?) 3-5-2: un modulo “fluido”, data la presenza dall’inizio di Giovane, a costo di “panchinare” elementi che potrebbero faticare con un sistema distante dalle proprie caratteristiche.

Squadra

E se veramente si è imboccata la direzione di questo 3-5-2 “cangiante”, allora i trequartisti prelevati dal mercato avranno non poche difficoltà nel trovare collocazione.

Gorgone

Iemmello stesso, ad esempio, è in cerca della migliore versione di sé, idem Petriccione, che non ha ancora raggiunto la piena intesa con Mosti, inquilino in mediana.

Esultanza Candela

Serviva portare punti e tener viva la fiammella, a Verona, con cuore e spirito di sacrificio, e ciò è accaduto.

Gorgone

Però adesso occorre tradurre la risposta sul piano tecnico. Cosa vuole fare “da grande” il Catanzaro, per tirarsi via dalle secche? E con quale allenatore?

Polito e Floriano Noto