Giovane si presenta: “Sono in un club ambizioso quanto me”

Giovane

Una manciata di minuti al “Romeo Menti”: quanto basta per far vedere – anzi, dar conferma – di che pasta è fatto Samuel Giovane.

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Sia chiaro, il centrocampista classe 2003 ha molto da dimostrare e da apprendere, da affinare; i presupposti, tuttavia, sono ottimi, poiché per lui parla il percorso che lo ha portato al Catanzaro dal Palermo, dopo la trafila nelle giovanili del Cesena e, soprattutto, dell’Atalanta.

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La maglia azzurra, poi, per un ragazzo è sia consacrazione che trampolino di lancio, trattandosi di quella della selezione Under 20. Ma ogni cosa a suo tempo: c’è da far bene con l’US, chiamata a rialzare la testa, a Pisa, dopo il ko al debutto, in casa del Vicenza.

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Per l’ex Palermo, subito “sensazioni molto positive“, dice: “Cosa mi ha spinto a venire a Catanzaro? Il fatto che abbia disputato dei grandissimi campionati negli ultimi anni – racconta il centrocampista nato a Lugo, nel video diffuso attraverso i canali ufficiali. Si tratta di una società molto ambiziosa, tanto quanto lo sono io“.

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L’antefatto legato alla gara di venerdì scorso, nel corso della quale mister Giorgio Gorgone lo ha gettato nella mischia, nel finale: “Non mi aspettavo di entrare. Essendo arrivato il giorno prima avevo svolto solo la rifinitura – confessa -. Ma ho comunque avuto sensazioni positive nonostante la sconfitta”.

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“Secondo me abbiamo fatto una bella partita – prosegue -. Dobbiamo curare qualche dettaglio, sì, ma ci potremo togliere grandi soddisfazioni”.

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Anche Ascoli e Carrarese, tra l’altro, rappresentano tappe importanti nel percorso del centrocampista dell’US, che ha scelto il numero 14: “Da qualche anno gioco in B, secondo me dimensione molto difficile – ammette Giovane –. Si tratta di un campionato molto lungo, durante il quale i minimi dettagli fanno la differenza“.

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“Servirà il 100% da tutti noi e dai tifosi”, aggiunge l’ex rosanero, che non cela la propria gratitudine verso la Dea (e non si intende la fortuna o qualche divinità imprecisa, bensì l’Atalanta): “Sono a Bergamo da quando avevo quattordici anni. Lì mi hanno insegnato tanto – sottolinea –, mi porto dentro un’esperienza positiva, per la vita”.

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E la Nazionale, quindi, una tappa emozionante: “Sì, sono stato capitano dell’Under 20 al Mondiale – ricorda -. Penso di avere delle doti tipiche del compagno sempre pronto ad aiutare gli altri, affidabile”.

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Oltre all’aspetto umano – primario – le sue caratteristiche tecniche, allora: “Sono un calciatore duttile, che può ricoprire più ruoli – afferma -. Mi piace tanto inserirmi ma al contempo tornare ad aiutare in difesa“.

Giovane e Pontisso

“Ho visto i tifosi vicini fin dalla prima partita – conclude Giovane –. Non vedo l’ora di vederli in casa nostra“.

Giovane