È un Catanzaro che ci mette la dignità e l’orgoglio, quello che strappa un pareggio al “Marcantonio Bentegodi” di Verona, tenendo viva la fiammella e – forse – preservando per adesso la panchina di Giorgio Gorgone, tenuto sull’uscio da giorni, praticamente. Un punto che fa morale e muove anche la classifica ma, soprattutto, aiuta anche ad affrontare meglio il lavoro settimanale. Il Verona domina dall’inizio, detiene il possesso, macina campo e aggredisce alto ma è impreciso in avanti e deve mordersi le mani per non aver centrato la vittoria; i giallorossi, dal canto loro, tengono botta, “sanno soffrire” e capitalizzano le poche, pochissime, opportunità, pur confermando le amnesie su palla inattiva. Alla fine è 2-2.
PRIMO TEMPO – Come preventivato, sebbene non ci sia stata alcuna conferenza stampa alla vigilia, Gorgone mischia le carte, pur tenendo fede ad un 3-4-2-1 che converge più su un 3-5-2 fluido, data la presenza di Giovane per infoltire il centrocampo, e “panchina” Pafundi e Alesi, affidando al tandem Iemmello-Giovane la trequarti, alle spalle di Pecorino. Sulle corsie Candela e Di Francesco.
Il Verona è aggressivo e arrembante fin da subito, in linea con quanto invocato da mister Baroni, il quale esigeva una squadra “determinata e feroce”. Gli scaligeri surclassano i giallorossi nel percentuale del possesso e delle conclusioni verso lo specchio, dimostrandosi imprecisi però: fuori misura, infatti, le conclusioni di Iannoni, Mosquera e Sarr – intervallate da un colpo di testa senza troppe pretese di Giovane – nei primi dieci minuti.
A sorpresa, tuttavia, è il Catanzaro a passare in vantaggio: un’iniziativa di Di Francesco, dalla sinistra, trova al centro dell’area Imperiale che appoggia subito per l’accorrente Candela il quale trova un forte e preciso diagonale nell’angolino destro. US in vantaggio al “Bentegodi”, al minuto 11. Se l’Hellas stava già detenendo l’iniziativa, gli uomini di un furioso Baroni alzano ulteriormente l’intensità, riversandosi in avanti e attuando un pressing irrespirabile per i giallorossi, mentre Pecorino resta isolato davanti. Ci provano nuovamente Iannoni, Sarr e Mosquera (ancora alto) ma la mira resta un problema.
Il Catanzaro tiene botta e anzi si riaffaccia in avanti: Iemmello illumina Candela con un tocco delizioso che innesca l’affondo di Candela, il quale mette in mezzo per Pecorino, la cui deviazione ad anticipare il difensore in marcatura trova pronto il portiere Perilli. Occasionissima per i padroni di casa. Un traversone basso di Livramento, dalla destra, attraversa tutta l’aree e non trova l’impatto di Mosquera per un soffio: la chiusura in angolo di Candela ad anticipare Sarr equivale ad un gol fatto. Ancora il numero 9 del Verona manda sul fondo.

Il gol però è nell’aria e l’Hellas ristabilisce la parità al 37′ con Mosquera, con un puntuale tap-in su un preciso traversone di Livramento spostatosi a sinistra, che coglie in ritardo i difensori giallorossi. Pareggio obiettivamente meritato. A questo punto i butei insistono per trovare immediatamente il sorpasso. Prima Pigliacelli è presente su un tiro-cross di Sarr dalla distanza, poi, da uno dei tantissimi corner collezionati, Iannoni prova un piattone al volo, deviato da Petriccione. È un assedio.
Al 44′ intervento di prodigioso di Pigliacelli che, con la manona sinistra para a tu per tu su Sarr: dal successivo angolo Bernete riceve e manda fuori di poco. Dopo un minuto di recupero, Perri di Roma 1 manda le squadre a riposo, al termine di una prima frazione che avrebbe potuto tranquillamente vedere il Verona in vantaggio.

SECONDO TEMPO – Dagli spogliatoi non rientra Mosti, nel Catanzaro, il quale lascia il posto a Franky Tchaouna. Il primo squillo della ripresa è in un destro di Le Borgne da fuori, facile per l’estremo difensore ospite. Mosquera sfiora il palo, al 53′, dopo uno scambio in area. Lo spartito non cambia: è sempre il Verona a fare la partita. Abbondantemente fuori, in seguito, un destro da lontano di De Battisti.
Giovane – per la verità non incisivo – è costretto a fermarsi per un disguido muscolare: al suo posto Alesi. Le Aquile si fanno vedere, finalmente, al 64′, con una bella conclusione di sinistro di Pecorino, dal limite, che sorvola il montante.

Al 67′ arriva il raddoppio del Verona: ancora Mosquera svetta più in alto di tutti da un angolo di Sarr e insacca alla destra di un Pigliacelli rimasto di sasso. Il copione di sempre: ennesima rete subita dal Catanzaro da palla inattiva. Pafundi e Arditi, così, rilevano Di Francesco e capitan Iemmello. Gorgone, così, ridisegna l’attacco, con due prime punte insieme.

Al 74′ l’occasione: Pafundi serve nello stretto Pecorino che viene agganciato da Calabrese: per l’arbitro non ci sono dubbi, è calcio di rigore che lo stesso centravanti catanese trasforma, con un sinistro perfetto. Al 75′ è 2-2, primo sorriso in stagione per l’ex Frosinone.

Nel finale si male Cerbone, tra le fila gialloblu, costringendo l’Hellas a chiudere in inferiorità numerica poiché Baroni ha già operato tutti i cambi. Gorgone, da par suo, sostituisce Pecorino con Koffi all’85’. Il Catanzaro, adesso, sembra padrone del campo e giostra con tranquillità. Dopo cinque minuti di recupero finisce 2 a 2: Aquile ora con quattro punti in graduatoria.










