Era stato il migliore tra le fila del Catanzaro nella sfida casalinga con la Carrarese, Alphadjo Cisse, e si è confermato anche contro la Reggiana al “Città del Tricolore”, possibilmente migliorandosi, con una prova sugli scudi.
Due reti, la prima evidentemente deviata dal posizionamento dell’attaccante granata Cedric Gondo, e la seconda, una splendida punizione finita sotto l’incrocio, imparabile per l’estremo difensore Motta.
La timidezza di un ragazzo quasi diciannovenne e la sfrontatezza di chi ha il talento per affermarsi nel grande calcio.
“Mi alleno tutti i giorni sulle punizioni, è frutto del lavoro, ma voglio migliorare nel coprire – esordisce ai microfoni, dopo aver parlato già sabato scorso LEGGI QUI -. Dobbiamo migliorare la fase difensiva (inclusi i piazzati) dal punto di vista collettivo, ma questo deve partire da noi attaccanti per aiutare la squadra”.
Compagni di reparto decisamente esperti e abili nel far crescere il giovane “Alpha”, Iemmello e il neo arrivato Oudin: “Da loro posso imparare molto, insieme ci troviamo bene”, aggiunge.


Infine un curioso aneddoto, legato a colui che ha realizzato il 2-2 per la Reggiana, entrando dalla panchina.

“Lambourde per me è un fratello, abbiamo anche scambiato la maglia a fine partita – confida -. Abbiamo vissuto la passata stagione insieme, al Verona“, conclude Cisse.








