La legittima preoccupazione – Il Corsivo

Esultanza Iemmello, Pafundi e Alesi

“Così così” la prima per il Catanzaro. Anzi, “più no, che sì”, contrariamente a quanto si era visto nel match di Coppa Italia. E, per carità, “derubrichiamolo” alla svelta, poiché gli spunti avuti in una partita di Ferragosto lasciano il tempo che trovano.

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Indicazioni interessanti, ma evidentemente marginali, soprattutto dopo quanto (non) visto alla prima di campionato, il vero appuntamento importante. Ecco, contava quello, contava non steccare la prima.

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Anche per questo motivo non è il caso di parlare di “passo indietro”, semplicemente perché, semmai, Vicenza segnava lo “start”, il punto di partenza.

Simmaco Gomme

Nelle tre precedenti aperture il Catanzaro aveva colto un punto incoraggiante al debutto, importante anche per acclimatarsi e mettere un primissimo mattoncino lungo il percorso.

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Le ultime due stagioni hanno dimostrato che il terreno perso all’inizio, alla lunga non si “recupera”; ad aprile/maggio magari saremo lì a pensare “se non avessimo perso punti a Vicenza”, come accaduto lo scorso anno, ad esempio, quando rimuginavamo sulla sfilza di pareggi (tra cui quello col Pescara) o sulle sconfitte con Padova ed Empoli.

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Il lato “positivo” – per così dire – di certe cadute, è nel mettere a nudo le falle – al di là del ritardo nella condizione atletica – gli aspetti su cui urge non solo lavorare, ma intervenire, allestire, essendo apertissimo il mercato. Ma occorre farlo.

Tassoni-Scaccia

Allora a Vicenza, venerdì sera, abbiamo “scoperto” che i problemi sono anche dietro, in difesa. Un reparto gracile e distratto, fatto di maglie larghe e marcature morbide sui tre gol da palla inattiva (tre e non due), includendo anche la rimessa laterale che ha innescato il 3 a 2 del Lanerossi. 

danilo

Il fatto che Pigliacelli, per l’ennesima volta, venga citato come il migliore in campo da sponda giallorossa – nonostante le tre reti sul groppone – deve far riflettere parecchio.

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E no, non è un risultato bugiardo, perché gli uomini di Fabio Gallo hanno meritato, specie nella ripresa, mentre l’amico e collega Giorgio Gorgone si attardava nel prendere una decisione che potesse smuovere le acque, dalla panchina. 

Da queste colonne non avevamo mai avuto dubbi circa il fatto che sarebbero arrivati gli elementi validi. E non è giusto definirli rimpiazzi: “rimpiazzo” è una parola antipatica, ingiusta rispetto al valore di calciatori come Candela, Mosti, Ruggero, Pecorino, profili sicuramente di livello per la cadetteria.

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Ciò che perplime sono le tempistiche degli acquisti. Lo stesso Pecorino, ad esempio, è arrivato a prescindere dalla partenza di Pittarello, quando per settimane avevamo creduto fosse subordinato alla cessione eventuale del centravanti veneto, il cui trasferimento avrebbe dovuto sbloccare l’operazione.

Gorgone

Il tempo e i mezzi per intervenire, dunque, ci sono: non è il caso di creare allarmismi, però la (prudente) preoccupazione di quella parte di tifoseria è legittima, ancor più se si considera che il Catanzaro è atteso da altre due trasferte, prima di tornare al “Nicola Ceravolo”. 

Squadra sotto la Curva