Ha scritto pagine troppo importanti nel calcio italiano (e non solo), la Sampdoria, per vivere ciò che impone la stretta attualità. Una proprietà nella quale il tifoso doriano si “riconosce” poco, ed un deludente quartultimo posto con diciotto punti in classifica.
L’inizio shock – dopo la salvezza acciuffata per il rotto della cuffia, a scapito della Salernitana – sembrava aver aperto un’autostrada diretta verso la retrocessione (quattro sconfitte consecutive e due pari nelle prime sei giornate); se non altro, da quando al timone vi sono Gregucci, Foti e Pozzi, dei timidi segnali di ripresa ci sono stati.
Tuttavia, la Samp non è mai così lontana dai fasti del passato. No, pur salvando la stagione, eventualmente, ci sarà poco da esultare: la Genova blucerchiata merita di più e non l’attuale condizione che genera costernazione e, a tratti, rassegnazione.
L’aria affranta di Angelo Gregucci, ai microfoni, dopo il match pareggiato con l’Entella (e gli amici di Chiavari ci perdoneranno se non lo definiamo “derby”) fotografava appieno il momento difficile, venerdì sera. Faticava a trovare le parole dopo l’1-1 racimolato contro la Virtus Entella. “Migliorare e alla svelta”, diceva Gregucci, il quale spera di tirar fuori un ragno dal buco già a Catanzaro, trasferta per niente facile, domenica pomeriggio.
“Ad essere sinceri abbiam fatto qualche passo indietro. Siamo dispiaciuti, ma dobbiamo restare lucidi”, commentava l’ex collaboratore della bandiera Roberto Mancini nel riesaminare il mezzo passo falso di Marassi, con uno sguardo al futuro prossimo, in un torneo nel quale si rende fondamentale la capacità di “portare a casa qualche partita sporca, anche se le prestazioni non sono eccelse”.
Del resto, la Serie B vive anche di certe dinamiche, specie per chi vuole uscire dal pantano e inizia a rendersi conto del tempo che passa, ora che il percorso verso l’epilogo della stagione ha iniziato la discesa.

Consapevolezza presente anche nelle parole di Luigi Cherubini, autore di un gol da fuoriclasse in uno stadio che campioni ne ha osannati molti: “Archiviarla e preparare al meglio Catanzaro, per portare punti a casa”, annunciava il talento scuola Roma, che indossa una maglia pesante, la numero 10, come coloro che hanno fatto la storia della Samp.

“Il gruppo non manca, mancano i risultati, ma sono certo che arriveranno”, diceva il classe 2004 ex Carrarese, nel proiettarsi già alla sfida del “Ceravolo”.

Partita alla quale non prenderà parte – tra gli altri – lo squalificato Nikolas Ioannou (profilo sondato concretamente dall’US in questa finestra di mercato), ma soprattutto, il neoarrivato Salvatore Esposito, giunto dallo Spezia per consentire quell’upgrade auspicato insieme ad un uomo del calibro di Brunori, oltre ai vari Martinelli, Begic, Palma e Viti.

Ecco, proprio Esposito venerdì scorso ha alzato bandiera bianca nel secondo tempo: impietoso l’esito della risonanza, che ha evidenziato una lesione al bicipite femorale della coscia sinistra. Tradotto: assenza di almeno un mese.

Sullo sfondo, le vicende extra-campo, con le indagini della Procura Federale FIGC su Salvatore Foti, in relazione alle presunte irregolarità legate al suo ruolo di vice allenatore e alla gestione dello staff tecnico.

L’inchiesta vede coinvolti anche lo stesso Gregucci, oltre a Nicola Pozzi e Attilio Lombardo come persone informate sui fatti.

A Foti viene contestato l’aver svolto le funzioni di allenatore principale pur non essendo abilitato e non di tecnico in seconda; a Gregucci, quindi, titolare del patentino UEFA Pro, viene contestata la situazione opposta. Entrambi rischierebbero il deferimento e una conseguente squalifica.

Insomma, non la condizione mentale ideale per preparare al meglio le partite.










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