L’importanza del mandare un segnale, adesso – Il Corsivo

Pafundi

Se Simone Pafundi doveva dare un segnale, lo ha fatto forte e chiaro. E con lui il Catanzaro, adesso. Buone risposte sono giunte dal 3 a 0 sul Giugliano nell’amichevole e scusate se riportiamo il risultato, benché sia dall’importanza marginale essendo calcio d’agosto e nulla più.

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Oddio, non proprio “nulla più”, perché un significato deve pur avercelo. Non per il detrattore e bastian contrario però; quello che, in risposta ad una vittoria contro un discreto avversario di categoria inferiore storce il muso perché “hai fatto metà del tuo dovere, anche se tre gol sono pochi”, quindi la situazione è resta preoccupante. Se poi non vinci, allora è un’onta, una “vergogna”.

Trinkenhaus

Vale così dappertutto. E chissà cosa avranno pensato i tifosi del Genoa per i dieci gol incassati dal Bournemouth o i romanisti dopo l’1-4 subito contro il Cardiff City (non proprio il PSG).

Simmaco Gomme

Che poi, è lo stesso “tifoso” che, al cospetto di un buon acquisto – magari a titolo definitivo – sentenzia “…E si era bonu, t’uu dunavanu a tìa?!”. Ma è il gioco delle parti, nulla di cui stupirsi. Certo, non si può mica dormire “pancia sotto” dopo questo test, sia pur dal riscontro positivo. Quella perplessità, legittima, alberga ancora, vista la diaspora a cui abbiamo assistito nelle settimane.

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Una “smobilitazione” drastica che fa rima con rifondazione. E sebbene occorrerà sempre attendere il verdetto del campo, cammin facendo, al momento la perplessità è comprensibile.

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Perché, ammettiamolo, eravamo abituati all’idea di perdere ad esempio Cisse, così come un po’ tutti, all’indomani di Monza – ma anche prima – avevamo pensato: “Sarà difficilissimo trattenere Favasuli e Liberali”. Però nessuno o quasi immaginava di perdere simultaneamente Pontisso e Brighenti, due senatori, i due vicecapitani. E con loro quasi sicuramente Pompetti e Pittarello.

Tassoni-Scaccia

Il Catanzaro visto nel pomeriggio afoso di Rovato, pur rivoluzionato e ancora cantiere aperto (come il “Ceravolo”) sembra tutto sommato pronto. Concetti che ricalcano i principi di sempre, basati sul giro palla nella metà campo avversaria, aggressione alta sul portatore e individualità oltre la coralità: su tutti spiccano Petriccione e proprio Pafundi. 

danilo

Al di là del talento azzurrino giunto dall’Udinese, un segnale lo ha mandato Pittarello, ieri. Ma a chi?! Il centravanti, in predicato di andar via (destinazione Pisa, a quanto pare), ha fornito una prestazione sontuosa, completa, fatta non solo di sponde e profondità, ma di occasioni create e tiri in porta, con un gol di pregevole fattura: un destro calciato nello stretto, nonostante la morsa di due avversari. 

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Insomma, se è questo il Pittarello che si approccia alla nuova stagione, a dire il vero spiace perderlo. Tuttavia sono le dinamiche del mercato: se fai bene, la sirene chiamano e non puoi mettere la cera nelle orecchie per non sentirle o farti legare all’albero maestro come Ulisse.

Dunque capiremo che ruolo rivestirà in questo progetto Pafundi, che ieri ha dettato calcio, dando anche segni di grande intesa con Alesi, ora divenuto grande, pronto a (ri)prendersi il Catanzaro e dare conferma che, quanto visto nell’ultimo quarto dello scorso campionato – il più decisivo – non era casuale.

Il “cioccolatino” mandato sotto l’incrocio su punizione, praticamente da fermo, è un saggio dell’estro di Pafundi che si spera possa davvero fungere da elemento cardine di questo nuovo corso giallorosso.

Gorgone

Con Petriccione e capitan Iemmello a indicare la via maestra.

Giugliano