Passo indietro del Catanzaro. Non solo nel risultato – il che può succedere – ma sul piano della prestazione.
Le Aquile perdono a Empoli, palesando le crepe di qualche settimana fa e, quel che è peggio, non riescono ad approfittare minimamente dell’uomo in più per tutto il secondo tempo. Al “Castellani – Computer Gross Arena” finisce 1 a 0 contro un avversario che ha fatto poco, ma quel poco è bastato.
PRIMO TEMPO – Come aveva lasciato trapelare la sensazione della vigilia, Alberto Aquilani conferma in toto l’undici che ha battuto il Venezia.
Nel 3-5-2, conferma per Cassandro braccetto (sfortunatissimo il versatile numero 84, costretto ad uscire subito, per infortunio alla rotula destra), con Di Chiara esterno sinistro. In mediana altra chance per Buglio, in mezzo a Rispoli e Pontisso.
Primo tempo al piccolo trotto, senza nulla di significativo da segnalare, se non una leggera superiorità da parte dei padroni di casa nel detenere l’iniziativa.
Al 44′ l’episodio che potrebbe cambiare l’inerzia del match. Popov, già ammonito, entra duro su Brighenti: Galipò non ha dubbi ed estrae il secondo giallo all’indirizzo del calciatore ucraino. Empoli in dieci. L’arbitro toscano concede ben quattro minuti di recupero, ma non succede nulla. Si va al riposo sullo 0 a 0.
SECONDO TEMPO – Al 58′ c’è un braccio di troppo nell’area giallorossa. Galipò viene richiamato al review al VAR ed assegna il penalty che Shpendi realizza. Empoli in vantaggio.
Il Catanzaro non riesce proprio a venir fuori, nonostante l’uomo in più. Gli uomini di Aquilani aumentano i giri ma non producono nulla di concreto, anzi, è l’Empoli a imbastire un paio di ripartenze pericolose. Il forcing finale, dunque, non sortisce alcun effetto: finisce 1-0.








