La prima volta con l’US Catanzaro, Jacopo Petriccione ha indossato la “terza” maglia, quella azzurra, e lo stadio era il “Picco” di La Spezia.
Ci riferiamo al febbraio 2024, quando “Modriccione” era arrivato dal Crotone, qualche giorno prima, in chiusura di mercato invernale.
Martedì sera, al “Vigorito”, contro il Benevento – sua ex squadra, per inciso – il Catanzaro è sceso in campo ancora con la terza maglia, quella in omaggio al ventennale dalla morte del grande Maestro Mimmo Rotella, che ha portato in alto il nome della città.
Una curiosa analogia, che chiude le cento presenze del 10 delle Aquile in giallorosso.
Con la partita del “Ciro Vigorito”, infatti, Petriccione ha raggiunto la quota “cento” con il Catanzaro. Un traguardo per pochi eletti, che lo annovera tra le figure che resteranno nella storia dell’US.

Ancor più se si considera che il percorso del forte 31enne di Gorizia è destinato a protrarsi, poiché in estate – anzi, appena due mesi fa – Petriccione aveva rinnovato ulteriormente il suo contratto.
Il legame con il Catanzaro Calcio, dunque, arriverà almeno fino al giugno 2028.

Un bellissimo cammino, condotto insieme, culminato con le lacrime nella notte di Monza, a pochi respiri dalla Serie A, che fanno di Petriccione, ormai, un beniamino della tifoseria, un figlio di questa terra.
E per venir via da questo momento negativo, c’è bisogno della sua classe, della sua esperienza. C’è bisogno che Jacopo prenda in mano la squadra.









