“La rabbia nel recuperare ciò che si è perso per strada”: Gorgone carica i suoi

Gorgone

Di Giorgio Gorgone sono lodevoli – tra le doti umane al di là del professionista – l’umiltà, l’onestà e la profondità nel ragionamento. Segno, evidente, di un certo spessore umano e culturale.

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L’allenatore del Catanzaro è il primo a rendersi conto che “così non va” ed è il primo a porsi delle domande, ad intestarsi le responsabilità del momento, sebbene non siano certo tutte le sue, ci mancherebbe!

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L’auspicio, a questo punto – dopo venti giorni senza partite, successivi al ko di Genova – è che il tecnico romano sia riuscito a trasmettere a suoi gli ingredienti ideali per avere lo spirito giusto, saper leggere i momenti nella partita, “starci dentro” anche soffrendo. Perché conta più di nozioni tecnico-tattiche.

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Dalla gara contro il Mantova, allora, si potranno trarre i frutti del lavoro di queste settimane, se gli inciampi precedenti hanno pur lasciato un insegnamento.

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“Dopo una sconfitta giunta in quel modo una sosta così lunga diventa un po’ pesante – riflette da subito, il mister -. Ci siamo focalizzati su ciò che serviva, intanto sull’alzare la condizione di alcuni. Sono contento del lavoro svolto. Nonostante il peso di quello che si portava dietro, la squadra ha focalizzato bene ciò che sta avvenendo”.

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Dai microfoni dell’Eye Sport Training Center, sono diversi i punti toccati da Gorgone, alla vigilia della partita del “Nicola Ceravolo”. “Avremmo giocato tre giorni dopo!”, risponde con ironia, in riferimento alla voglia di rialzarsi di un gruppo che non ha (più) attenuanti: “Oggi gli ‘alibi’ sono archiviati, non c’è da rimuginare – chiarisce fermamente -. Spero di vedere in questa squadra il carattere nello stare ‘dentro la partita’ quando la partita cambia, specie nei minuti finali“.

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“Non voglio più parlare di ‘quattro trasferte in cinque partite’ o della condizione di chi è arrivato a fine mercato – continua –. Occorre mettere qualcosa di diverso, ciò in cui siamo mancati per demerito nostro al di là di ‘infortuni’ clamorosi che son costati caro e oggi avrebbero potuto darci una situazione non idilliaca ma sicuramente più tranquilla”.

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Parafrasando le riflessioni dell’ex Pescara, anche le sgambate in famiglia, delle scorse settimane, hanno fornito indicazioni interessanti. Ad onor del vero, qualche test probante, nel quale oleare meccanismi e lavorare su principi e affinità di un undici potenzialmente titolare, forse sarebbe stato più attendibile dell’amichevole disputata con la Vibonese, nel corso della quale sono state schierate perlopiù seconde linee.

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“Essendo in ventisette abbiamo fatto delle partite tra di noi, di livello paritario. Per impiegare tutti avremmo dovuto individuare almeno tre partite – spiega il timoniere dell’US -. Nel test con la Vibonese ho lanciato coloro che avevano meno minutaggio ma è stato concordato poiché si sarebbe lavorato meglio così, considerando anche il fatto che Pecorino si era fermato, oltre a Pogacar indisponibile”, afferma, compiaciuto dalla crescita di chi era effettivamente un po’ indietro nella condizione.

Gorgone

“Questa squadra può modificarsi in alcuni momenti ma oggi conta lo spirito – ribadisce -. Ora servono i risultati, ma mi soddisferebbe se venissero accompagnati dalla rabbia che abbiamo, che porto dentro da settimane. Vorrei vedere una squadra rabbiosa nel cercare di ottenere quello che ha perso per strada“.

Squadra

A proposito di eventuali – comprensibili – pressioni dall’esterno, circa la propria posizione, Gorgone risponde con franchezza e serenità: “Come si prendono i meriti quando si vince, è giusto che un allenatore si senta il responsabile di certe situazioni. La società mi ha dimostrato coi fatti vicinanza – racconta –, vedendo spesso ciò che facciamo. Sinceramente oggi avverto grande carica, sono molto centrato. Ho bisogno di vedere una squadra tosta, bella, arrabbiata, presente in campo“.

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Opinione che, inevitabilmente, abbraccia l’ambito tifoseria, che ha facoltà di mugugnare e nutrire perplessità: “La gente è giusto che analizzi il risultato finale – dice –, è la legittima pressione esercitata da una piazza che ha dato tanto e dà tanto”.

Gorgona

Dopo aver rivolto, fugacemente, un pensiero sull’avversario (“Già prima avevo visto un Mantova in crescita, mi aspettavo potesse essere una rivelazione“, osserva), Gorgone prova a infondere ulteriore carica nei suoi.

Gorgone

“Se non basta l’aspetto tecnico della prestazione, questa squadra deve capire che i momenti della gara vanno affrontati in altro modo, imparando a soffrire – rimarca -. Bisogna avere consapevolezza del vivere una fase in cui si sta perdendo, senza avere paura di ammetterlo o provare ‘vergogna’ per questo”.

Squadra sotto la Curva

“Io ho molta fiducia in questi ragazzi”, la chiosa del mister.

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Modesto