Tra i “nuovi” forse colui che ha performato meglio: la fotografia consegnata da questa splendida annata, è il sangue versato da Costantino Favasuli a Palermo. L’immagine del Catanzaro Calcio è tutta qui.
Sudore, sacrifici, passione, sangue calabrese: la freccia delle Aquile incarna, di per sé, il cuore del Catanzaro di Alberto Aquilani. Un allenatore che lo ha svezzato a Firenze e lanciato nel calcio, portandolo su piani di livello alto, come fosse un fratello maggiore.
Meritatissimo, nulla da dire, se non fare un plauso al ragazzo di Calabria, autentica rivelazione che attirerà a sé gli occhi di mezza Serie A.
“Quel sogno non era solo nostro, era il sogno di un popolo che ha colorato le strade, ha cantato per ore e ci ha spinto oltre ogni limite. Era il sogno di una regione che, si sa, ha sempre dovuto lottare il triplo per provare a raggiungere traguardi come questi“, ha scritto il 27 giallorosso, affidando i suoi pensieri ad un lungo post sui social.

“Ed eravamo così vicini da a realizzare quel sogno, che fa ancora più male…Fa malissimo perché eravamo lì, così vicini scrivere una pagina di storia – continua -. Quel sogno lo sentivo nostro”.

“Eppure, in mezzo alle lacrime, c’è qualcosa che nessuna sconfitta potrà mai cancellare, ed è l’identità e il cuore che ci ha messo questa squadra – scrive Favasuli -. E questa è la vittoria più grande, perché abbiamo onorato questi colori come meritavano e siamo rimasti nel cuore di tutti i tifosi”.

“E grazie a tutti i miei compagni e a tutto lo staff, siete stati meravigliosi – conclude -. Un grazie particolare va a voi tifosi, che non smettete di cantate nemmeno davanti alle lacrime, avete reso questa stagione indimenticabile, grazie. Vi voglio bene“.












