Partiamo da un presupposto, improcrastinabile: il Catanzaro ha meritato di perdere a Monza. Nulla da eccepire.
A bilancio, Alberto Aquilani può estrarre il buon primo tempo, durante il quale la squadra ha prodotto un fraseggio non fine a se stesso, non (solo) orizzontale e privo di costruzione, dimostrando qualità e una gestione accurata, ordinata, senza sbavature.
Il pareggio dei brianzoli è arrivato – forse – nel momento migliore dell’US, quando nulla lasciava presagire un ritorno del padroni di casa, con un gol figlio di una disattenzione a difesa schierata su un traversone basso di facile lettura, tutto sommato. E il 2 a 1 ripercorre per grosse linee gli stessi errori.
Da quel momento le Aquile hanno accusato il colpo, eclissandosi sempre più fino a “sparire” dal campo, consentendo all’avversario di ribaltare il risultato e condurre l’iniziativa praticamente “in ciabatte”, senza rischiare molto, bensì, sciupando in più occasioni il terzo gol (aspetto evidenziato da Paolo Bianco in sala stampa LEGGI QUI).
Niente da ridire sul risultato, semmai sulla performance di un Catanzaro a cui non possono certo bastare i colpi dei soli Iemmello e Cisse, il quale ha attirato i riflettori della Nazionale Under 21 con merito.

Ma la gara dell’U-Power ha vissuto un momento chiave, nel primo tempo, poco dopo la mezzora. Precisamente al 34′, un normale screzio a gioco fermo, in seguito ad un pallone trattenuto “tatticamente” da Petriccione, per impedire al Monza di affrettare la ripresa del gioco e consentire alla squadra di ripiegare e posizionarsi bene. Niente di desueto, scene che nel calcio, di tutte le categorie e di ogni Paese, accadono tutti i giorni.

Sembra nascere un diverbio, la palla arriva proprio a Cisse, alle spalle del quale sopraggiunge Samuele Birindelli, figlio del più noto Alessandro, difensore della Juve per oltre un decennio, attualmente allenatore della Pianese, in C.

Alla luce del sole e sotto gli occhi dell’arbitro, Mario Perri di Roma 1, il talentuoso esterno biancorosso colpisce Cisse dietro la nuca, per sradicargli la palla.

Il direttore di gara sanziona quindi Birindelli con il giallo – in una circostanza passabile verosimilmente di espulsione – e Cisse con lo stesso provvedimento. Oltre al danno la beffa.

Perché, come se non bastasse, proprio il numero 19 – tra l’altro vicecapitano della formazione brianzola – è autore dell’assist che pareggia l’incontro appena tre minuti più tardi e del raddoppio al 66′.


“Rivedendo la scena, Birindelli dà una ‘manata’ dietro il collo di Cisse, per cui poteva starci l’espulsione diretta”, osserva il trainer del Catanzaro, il quale fa mea culpa in merito alla sua di espulsione, dalla panchina, nel secondo tempo: “Il nervosismo mi ha portato ad avere un battibecco col quarto uomo – ammette – e sono stato espulso. Errore che non devo commettere”.

Insomma, niente che possa delegittimare il successo del Monza sul Catanzaro; tuttavia, un momento che inevitabilmente ha finito con l’incidere e rendersi determinante, sull’inerzia della partita.








