Il Frosinone chiude il girone d’andata in vetta, a quota quarantuno punti, mantenendo gli obiettivi della vigilia. Non che questo “sancisca” nulla. Massimiliano Alvini, infatti, parla di “gioia effimera” se interpretata in questa direzione.
Ciò che l’allenatore fucecchiese trae da questa vittoria, piuttosto, è la prova dei suoi contro un Catanzaro forte. Anzi, volendolo citare testualmente, “un Catanzaro forte, punto. E lo sapevamo“.
“Gran bella partita, di spessore e qualità su un campo scivoloso per la pioggia. Mi complimento con la squadra per la capacità di stare ‘nella’ partita. Ora andiamo avanti”, commenta mister Alvini, entrando nell’analisi di un match vinto 2 a 0 ma sul quale hanno inevitabilmente inciso gli episodi e – ci permettiamo di dire – alcune sviste arbitrali.
L’ex trainer del Cosenza (che bramava per questo “vendetta”, legittimamente), espande le osservazioni sul cammino fin qui condotto: “Oggi ci troviamo primi meritatamente. Forse avremmo potuto avere qualcosa in più dei quarantuno punti, inutile nascondersi. Abbiamo battuto una squadra reduce da due semifinali playoff, costruita per continuare questo percorso e verso cui abbiamo tanto rispetto – ammette, a proposito dell’US -. Vi è un ‘abisso’ in confronto alla loro esperienza, poiché siamo un gruppo giovane! Vincere giocandocela, con coraggio, idee, identità e disciplina è motivo di soddisfazione”.
Sull’espulsione che ha cambiato volto alla sfida: “Dal campo non è stata chiarissima la vicenda. Può aver cambiato sicuramente l’inerzia, ha influito, ma siamo rimasti lucidi, facendo tre cambi difensivi”, sostiene Alvini, elogiando la cornice di pubblico (avvalorata dagli oltre mille catanzaresi nel settore ospiti).

“Il Frosinone ha avuto il pregio di saper leggere le situazioni, nonostante la giovane età”, conclude.

A caldo, in sala stampa, anche lo stesso Ilario Monterisi, meteora dell’US per pochi mesi nel 2021, allora giovanissimo. Con il suo gol – giunto dal corner successivo all’angolo inesistente – il capitano dei ciociari si è reso uno degli uomini più importanti di giornata.

“Sapevamo fosse difficile. Il Catanzaro è una grande squadra, da affrontare con tanto rispetto. Siamo stati bravi a non innervosirci, poiché loro difendevano con un blocco basso – spiega –, quindi, contro undici avversari in area a difendere non è mai semplice far gol. Perciò serviva una palla inattiva (com’è successo), occorreva essere più cattivi”.

“Siamo stati molto bravi a leggere e situazioni e restare lucidi nelle scelte, nei passaggi, negli ultimi venti metri – conclude l’ex giallorosso -. Ma abbiamo tanti margini di miglioramento”.










