Non è mai bello arrivare alla sosta reduci da una sconfitta. Genera un turbinio di pensieri, nelle settimane seguenti. Ed il Catanzaro – Alberto Aquilani in testa – si è gettato a capo fitto nelle riflessioni, nel fare un’analisi interiore ancor prima che tecnico-tattica, dopo il ko di Monza.
Sconfitta bruciante – per come è maturata – giunta al “culmine” di una prima fase di torneo non facilissima, costellata dalla poco edificante sfilza di pareggi.
Domani, al “Ceravolo”, l’occasione per (ri)alzare finalmente la testa, indipendentemente dall’avversario, sia esso il Padova o qualcun altro. Perché occorre uno scossone, una svolta.
Ma che settimana hanno vissuto i giallorossi, a cominciare dall’allenatore? “Perdere lascia sempre scorie, abbiamo lavorato sugli aspetti da migliorare, perché ho la fortuna di contare su un gruppo di uomini che lavora nel modo giusto – premette il mister, dai microfoni del Poligiovino –. Mi sono focalizzato su cosa fare realisticamente per superare questo momento, perché l’unica ‘medicina’ che conosco è il lavoro”.
Aquilani che si rammarica di non poter essere al suo posto in panchina, domani, in quanto squalificato, benché sereno, potendo avvalersi del suo staff, con a capo Christian Agnelli: toccherà a lui guidare il gruppo.

“Spiace non poter essere ‘dentro’ la partita, non poter aiutare i ragazzi, ma non ho dubbi che le cose verranno fatte nel modo migliore dal mio staff. Sarà una partita delicata, sta a noi percepirne il valore e, soprattutto, cogliere la percezione del pericolo – sostiene –. Certo, non è mica una ‘finale’, se la carichiamo troppo sul piano ‘emotivo’ si rischia di sfociare nell’ansia! Serve aggrapparsi a quanto di buono stiamo facendo da luglio, nonostante non siano arrivate le vittorie”.

Tralasciando dati e statistiche (“non servono a vincere le partite”, stigmatizza), l’ex timoniere del Pisa si sofferma proprio su questo pensiero, già espresso in precedenza: “Se percepisci il pericolo, come nella vita quotidiana, allora diventi più ‘cattivo’ in campo”, osserva il mister, secondo il quale, nell’economia delle cose “manca qualche punto in più”.

“Se ci troviamo qui, oggi, a ‘cercare il pelo nell’uovo’ è per via del fatto che non si è ancora vinto!”, dice. E aggiunge: “Non siamo felici, ma stiamo crescendo e dobbiamo legittimare questa crescita coi risultati – sostiene con vigore -. Quindi occorre andare a prendersi la vittoria, che non è mai frutto del caso”.

Out Frosinini e con Bettella da valutare (a parte i lungodegenti Pompetti e Di Francesco), Aquilani esalta la convocazione di Cisse con l’Under 21 e, in particolare, l’avventura mondiale di Liberali, evidentemente pronto per essere gettato nella mischia.

“Già a Reggio Emilia avevo avuto dei segnali da Mattia – confida -. Gli ha fatto bene vivere il Mondiale Under 20, oggi è ulteriormente pronto rispetto all’inizio”.

Al “Ceravolo”, quindi, un Padova deluso dal ko immeritato di Bari. Lo stesso Andreoletti ha caricato i suoi, invocando una reazione (LEGGI QUI).

“Si tratta di una squadra organizzata che abbiamo il dovere di rispettare, sarà molto difficile – dice -. Il dettaglio fa la differenza, dobbiamo far sì che penda dalla nostra parte”.

I CONVOCATI
PORTIERI: 1. Marietta, 22. Pigliacelli, 99. Borrelli
DIFENSORI: 4. Antonini, 5. Bashi, 17. Di Chiara, 23. Brighenti, 26. Verrengia, 27. Favasuli, 84. Cassandro
CENTROCAMPISTI: 10. Petriccione, 14. Liberali, 20. Pontisso, 28. Oudin, 30. Alesi, 32. Rispoli, 80. Cisse, 98. Buglio
ATTACCANTI: 7. Pandolfi, 8. Pittarello, 9. Iemmello, 19. Nuamah, 45. Buso, 61. Seha, 77. D’Alessandro, 91. Arditi








