Gorgone a caldo: “Felice dello spirito di ragazzi seri e perbene”

Gorgone

Non equivale certo a una vittoria – nei punti, in primis – ma ha un sapore decisamente positivo, il 2 a 2 strappato dal Catanzaro al “Marcantonio Bentegodi” di Verona, figlio di una prova d’orgoglio fatta di coralità e compattezza da parte di una squadra che serra i ranghi e “sa soffrire” restando unita.

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Un punto di platino che muove la classifica, inietta fiducia e aiuta a vivere meglio la settimana di lavoro delle Aquile. La domanda a questo punto è: basterà questo pareggio a salvare la panchina di Giorgio Gorgone, con un piede già in uscita?

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Nelle scorse ore sembrava essersi già individuato il nome del successore. Ad ogni modo, l’allenatore romano – che cambia diversi elementi nell’undici iniziale – resta comunque osservato speciale e non si escludono novità nelle prossime ore.

Simmaco Gomme

Il mister, però, con la consueta pacatezza, sembra rinfrancato ai microfoni della sala stampa: “Ho rivisto lo spirito, un grandissimo atteggiamento, di cui parlavo prima che accadesse tutto questo – si compiace il mister -. Sono contento anche per loro, che vivono una situazione non facile”.

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Gorgone è consapevole del fatto che i fantasmi – per lui – non siano spariti; eppure il trainer delle Aquile (ad oggi lo è ancora) parla di futuro: “Possiamo fare molto meglio di stasera, però mi è piaciuto lo spirito battagliero contro una squadra forte”, ribadisce.

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Inevitabile riepilogare rapidamente le dinamiche frenetiche degli ultimi giorni: “È stata una settimana complicata, dopo una partita inaspettatamente brutta. Ho avuto una ‘risposta’ che non avevo mai messo in dubbio io, sul conto di questi ragazzi – tiene a precisare -. Hanno dimostrato di essere persone serie, perbene e hanno giocato per la maglia, con intensità”.

Tassoni-Scaccia

“Nel calcio a volte si creano favole e leggende“, aggiunge poi, alludendo alle tipiche dicerie “da bar” (e social), che avrebbero visto nei calciatori una sorta di “ammutinamento” premeditato per far saltare l’allenatore.

E Gorgone, con garbo ed eleganza, allontana drasticamente anche solo il pensiero: “Sono contento di aver conosciuto un direttore sportivo come me, ossia serio, diritto, chiaro – prosegue -. Questa squadra ha cambiato diciassette giocatori e bisogna anche saper cambiare pelle, non restare su un’idea che forse ora è un po’ lontana”, confessa, a proposito della predisposizione ad aprirsi a nuovi scenari, anche di natura tattica.

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Questa sorta di 3-5-2 “fluido”, con l’ingresso di Giovane dall’inizio e poi l’impatto di Alesi e Arditi a gara in corso (che si è affiancato a Pecorino, una volta uscito Iemmello), qualcosa vorrà pur significare: “Certo non ho scelto di ‘impostare’ una partita contro un avversario che ha battuto dodici corner e ha vinto i duelli dimostrandosi devastante sugli esterni”, ironizza.

Esultanza Candela

“A volte in campo subentra timore, avremmo potuto giocare di più – ammette -. Ad un certo punto ho spinto per provare a vincere nel momento in cui il Verona aveva perso l’uomo per infortunio, però i ragazzi possono avvertire la pressione del momento. Sono sicuro che questa squadra riuscirà a scrollarsela di dosso”.

Squadra

E rimarcando il concetto secondo il quale “la squadra prima del Mantova avesse fatto buonissime partite”, Gorgone si dice “orgoglioso di allenare questi calciatori”: “Si può fare meglio sul piano del gioco, con tranquillità nel provare soluzioni diverse – dice -. Però sono felice perché ho visto rabbia agonistica, cattiveria, sacrificio“.