Provate a sussurrare il nome Ernesto Sclocchini all’orecchio di un tifoso del Catanzaro: inevitabilmente un brivido correrà lungo la schiena e magari la palpebra inizierà a pulsare nervosamente.
Qualcuno che abbia qualche capello brizzolato e rughe a solcare fronte e zigomi. Qualcuno che abbia avuto il privilegio di viverla, la Serie A.
La Serie A, l’olimpo del calcio, passando da campionati sofferti e strappati col cuore, in cadetteria. Come nella stagione 1977/78, stradominata dall’Ascoli di Antonio “Mimmo” Renna che, tra l’altro, diventerà timoniere dell’US nel 1983. Gli incroci della vita.
Memorabile, allora, una sfida al vertice, datata 14 maggio 1978, per la 34^ di B: la cartolina rinvigorisce quel ricordo. In un Comunale gremito arriva l’Ascoli schiacciasassi, diretto a vele spiegate in massima serie: a fine stagione saranno ben sessantuno i punti dei bianconeri. Per l’occasione, non può che arbitrare Paolo Casarin.
I giallorossi di Giorgio Sereni passano con il solito Palanca: la gioia, però, dura fino al pareggio di Quadri. Il gelo, poi, cala sullo stadio con la rete del sorpasso siglata da Greco.

Nel frattempo arrivano notizie non edificanti dagli altri campi: le inseguitrici si avvicinano al secondo posto occupato dal Catanzaro, il distacco si assottiglia.
Gli ascolani di Renna sprecano anche un rigore (Moro calcia con poca convinzione – alcuni dissero volutamente – e si fa ipnotizzare da Pellizzaro) e le Aquile si riversano in avanti, orfani di Palanca uscito per infortunio. Così come gli ospiti sono costretti a cambiare il portiere Marconcini, nel finale: ed a questo momento si legano i ricordi.

Al suo posto entra Sclocchini che para l’impossibile: sono almeno quattro gli interventi prodigiosi che il dodicesimo bianconero effettua contro le offensive dei padroni di casa.
L’Ascoli espugna i Tre Colli, dunque, vincendo 1-2: un ko che rallenta pericolosamente il Catanzaro, rischiando di mettere a repentaglio il secondo posto. Cosa che, fortunatamente, non accade.
A fine anno entrambe approderanno in Serie A.










